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Il provocatore: “Ballack sull’Italia? Rosica dal 2006, tante delusioni in carriera”

14.11.2017 | 23:55

Il calcio, si sa, non è una scienza esatta. A volte però 2+2 può fare 4 anche in questo magnifico circo. Il nostro Jody Colletti, all’interno di questo spazio, prova a tratteggiare scenari di vario tipo, ma sempre al limite della provocazionePensieri in libertà.

Michael Ballack è stato un ottimo centrocampista offensivo, molto prolifico. Abbinava fisico e qualità, unitamente a Miroslav Klose è stato l’uomo immagine della Germania del calcio negli Anni 2000. Ma in carriera ha accumulato qualche amarezza di troppo. L’amarezza di chi, pur avendo vinto tanto a livello di club, l’ha sempre fatto all’interno dei relativi confini, sia con il Bayern che con il Chelsea al di là dell’iniziale Meisterschale con il Kaiserslautern. Nessuna vittoria internazionale, nemmeno con la selezione tedesca. A pesare sul palmarès di Ballack sono state le numerose, pesantissime, sconfitte in finale: le due Champions perse con le maglie di Bayer Leverkusen e Chelsea, rispettivamente contro Real Madrid e Manchester United. il Mondiale del 2002 finito nella bacheca del Brasile grazie a Ronaldo il Fenomeno, l’Europeo sfuggito nel 2008, quando Fernando Torres consegnò alla Spagna il primo titolo della sua storia. Delusioni atroci, come lo è stata quella del 2006, quando la sua Germania,che godeva dei favori del pronostico perché giocava in casa e con una rosa all’altezza, fu eliminata dall’Italia, che poi si sarebbe laureata campione del mondo a Berlino, nella mitica semifinale di Dortmund. Gli azzurri avevano vissuto la medesima situazione nel 1990, contro l’Argentina di Maradona e Caniggia. Undici anni fa invece toccò a Michael e compagni, con quello strepitoso tramonto dei tempi supplementari: il sinistro di Fabio Grosso sul no-look di Pirlo, il destro di Del Piero all’incrocio, all’esito della splendida staffetta orchestra sull’asse Cannavaro-Totti- Gilardino. Due tiri a giro rimasti ben impressi nella memoria di Ballack, che in quella partita si vide dire di no dal solito, monumentale, Buffon. Michael verosimilmente rosica (consentiteci la splendida accezione regionale, da tempo sdoganata dai vocabolari) da quella notte del Westfalenstadion, che mai dimenticherà. Questa sembra la chiave di lettura più credibile, a fronte dei due tweet con i quali l’ex centrocampista, forse in cerca di visibilità per rientrare nel mondo del calcio, ha irriso gli azzurri dopo la mancata qualificazione al Mondiale di Russia per mano della Svezia. A dar fastidio non è stato tanto il “Campioni del mondo adesso ?”, che poteva anche starci per alimentare il fuoco della sempiterna rivalità calcistica tra Italia e Germania, quanto quel “Pray for Italy” che sinceramente è apparso fuori luogo dal momento che solitamente viene utilizzato, anche sotto forma di hashtag, in occasione delle tragedie vere, attentati o calamità naturali che lasciano vite umane sul terreno. Nulla a che vedere con il pallone. Esimio Ballack, rosicare da oltre 11 anni può avere effetti collaterali: meglio consultare il foglietto illustrativo.

Jody Colletti

 

Foto: sportskeeda.com