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Mors tua, vita mea: Simone Scuffet e un’occasione da non sprecare

“Mors tua, vita mea”, dicevano i latini. Brocardo che si attaglia perfettamente in queste ore a Simone Scuffet. L’infortunio di Karnezis, infatti, consentirà al giovane portiere di tornare da titolare tra i pali della sua Udinese. Sembra passata una vita da quando, stagione 2013-14, lo specialista classe 1996 si era imposto all’attenzione generale (16 partite da titolare, 22 gol incassati) guadagnandosi la – frettolosa – etichetta di “erede di Buffon”, con il quale aveva condiviso gli anni dell’esordio in Serie A, 17. L’estate successiva iniziò il tracollo: prima il trasferimento sfumato all’Atletico Madrid, poi Stramaccioni a promuovere tra i pali il più esperto Karnezis, appena arrivato dal Granada. Una stagione in panchina prima di volare in prestito al Como, in Serie B, senza riuscire ad evitare la retrocessione dei lariani (52 reti subite in 35 partite). Rientrato alla base, anche quest’anno Scuffet, frattanto soppiantato dall’altro gioiello friulano Meret (attualmente alla Spal) nella ideale galleria dei predestinati, sembrava dovesse fungere da mera tappezzeria. Invece, domenica scorsa a Pescara il debutto stagionale, dopo l’infortunio occorso all’estremo difensore greco: 11 minuti più recupero, con al passivo la prima rete di Muntari in maglia abruzzese. Adesso la grande occasione: Scuffet avrà almeno due settimane per giocarsi le sue carte, rilanciarsi e dimostrare a tutti che non avevano preso un abbaglio.

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