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Morata, gli eterni secondi e troppe cose che non quadrano nella vicenda Dzeko-Milik

22.09.2020 | 00:29

Ora anche il nostro amico del satellite, l’eterno secondo ammesso che ci sia un primo, lo stesso che parole di elogio per tutti e critiche mai, si è reso conto che Alvaro Morata era un nome ben posizionato nella lista della Juve. E non l’aveva mai fatto, ribadiamo mai e neanche per sbaglio, in una rosa infinita (la sua) di candidati. L’unico, Morata, alle spalle di Suarez (subito complicato per via del passaporto), Dzeko (prima scelta fa sempre), con Milik attore protagonista perché il suo passaggio alla Roma sarebbe servito per sbloccare l’operazione Edin alla Juve. Chi casca dalle nuvole, dovrebbe capire una sola cosa: Milik aveva già svolto una prima parte delle visite con la Roma, quindi tutto procedeva a gonfie vele. Chi avrebbe potuto immaginare che il contenzioso con De Laurentiis sarebbe durato all’infinito? Nessuno. Meglio: soltanto quelli che ragionano con il senno del poi. La differenza tra “De Rossi nuovo allenatore della Fiorentina” e “Dzeko-Milik scambio in dirittura” consiste nel fatto che alla Fiorentina è rimasto Iachini, e De Rossi non ha fatto alcun tipo di presentazione, mentre la vicenda contenzioso tra il Napoli e De Laurentiis ha frenato uno scambio ormai perfezionato. Vedremo gli sviluppi, ma intanto alcune cose non tornano. Sono troppe, alcune inquietanti. Andiamo in ordine sparso: Paratici che aveva seguito Suarez non conoscendo la tempistica del passaporto, libera Morata dall’Atletico e consente al ds Berta di provarci per Suarez (a meno che Bartomeu non blocchi tutto, a quel punto tornerebbe di moda Cavani). Oltretutto Paratici prende il terzo attaccante della sua lista, cosa che non ammetterà mai. Ancora: per due multe e liti profonde salta l’operazione Milik-Roma, per il momento o per sempre vedremo (qualche margine esiste, altrimenti piste all’estero con la Premier che lo aveva già cercato). Ovvero salta momentaneamente un contratto quinquennale da 25 milioni netti e il Napoli rischia di lasciare nel cassetto altri 25-26 milioni in presenza di un contratto, quello di Arek, in scadenza a giugno. Un’altra cosa inspiegabile: inutile raccontare che Dzeko sia felice di restare alla Roma, un sistema da tappetino steso che non trasmette mezza verità. Stavolta Edin aveva deciso di andare, poi possiamo anche dire che la sua professionalità lo porterebbe a riprendere in considerazione la Roma se non ci fossero più margini. Ma lui aveva deciso, eccome se aveva deciso. PS: quelli che fanno ironia su zero allarmismi sono gli stessi che venerdì scorso avevano parlato di problemi enormi per Fares alla Lazio, al punto che l’entourage stava pensando ad altre soluzioni. Per la cronaca sabato Fares ha firmato per la Lazio.

Foto: Marca