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DA METEORA A PICHICHI DELLA LIGA: STUANI, MEGLIO TARDI CHE MAI

L’Uruguay è da sempre patria di grandi campioni. Di centravanti, soprattutto. Suarez e Cavani, per esempio, nati tra l’altro nella stessa città (Salto, al confine con l’Argentina) e nello stesso anno, il 1987. L’anno precedente, invece, a Tala, veniva al mondo Cristhian Stuani. Gli dei del calcio, in quanto a talento, con lui sono stati meno clementi rispetto agli altri due. Ma occhio a sottovalutare un uruguagio: quando meno te l’aspetti, loro sono lì, pronti a rubarsi la scena e a regalare sorprese. Con forza d’animo, mentalità. E Garra Charrua, ovviamente.

Stuani muove i primi passi da calciatore al Danubio, squadra storica del fútbol uruguagio. Le sue prestazioni convincono la Reggina, nel gennaio del 2008, a portarlo in Serie A, dove però non brilla. In Italia gioca 20 partite e segna soltanto un gol, contro il Siena, su rigore. Un’esperienza negativa ma al tempo stesso formativa. Il club amaranto lo gira in prestito in Spagna: prima all’Albacete, dove segna 22 reti in 39 presenze, poi al Levante (10 gol in 33 partite) e al Racing Santander (13 marcature in 13 gare). Bottino discreto sì, ma la Reggina, nell’estate del 2012, dopo averlo trattenuto per tutto il precampionato, decide di venderlo per tre milioni all’Espanyol. Nella squadra di Barcellona trascorre tre anni, collezionando 117 presenze e 29 gol. Dopodiché passa al Middlesbrough per la sua prima esperienza in Inghilterra: con il Boro gioca 67 partite, fra Championship (Serie B inglese) e Premier League, e segna 16 gol in totale. Stuani allora decide di tornare in Spagna. E non poteva fare scelta migliore.

È il Girona a credere ancora in lui, regalandogli una seconda giovinezza. Voluto dall’allenatore Machin, oggi al Siviglia, perché perfetto per la sua filosofia di gioco: nel 4-3-3 veloce e dinamico del tecnico spagnolo, un giocatore come Stuani è l’ideale, perché attacca la profondità che è una bellezza e si muove per tutto il fronte offensivo. E infatti, la sua prima stagione con i biancorossi è fantastica: 21 gol in 33 match, con tanto di doppiette ad Atletico Madrid e Real Madrid. Si è confermato in questo inizio di stagione in cui ha realizzato la media perfetta: 8 gol in 8 partite giocate, fra cui l’ennesima doppietta ad una big, stavolta il Barcellona: pochi altri al mondo possono dire di aver segnato due gol alle squadre più forti della Spagna. Numeri che fanno di Stuani l’attuale Pichichi della Liga: ha segnato più di Messi, più del connazionale Suarez, più di Benzema, Bale e altri. Cristhian sta vivendo un momento magico, il migliore della sua carriera, fatto di lavoro duro e sacrifici, mentalità e forza. A quasi 32 anni (li compie il prossimo 12 ottobre) sta raccogliendo finalmente quanto seminato. Meglio tardi che mai.

 

Foto: Stuani Twitter






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