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Locatelli: “Pirlo il mio idolo, il Sassuolo una famiglia. Non ci poniamo limiti”

11.11.2020 | 10:30

In una intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport, Manuel Locatelli, centrocampista del Sassuolo e della Nazionale ha parlato della sua carriera, del Milan, delle stagioni difficili e della nuova rinascita grazie al Sassuolo che gli ha permesso di essere un top player in Serie A. Il giocatore ora è inseguito da tanti club importanti e lui non si pone limiti.

Queste le sue parole: “Ho iniziato da piccolino a giocare a calcio, all’inizio in casa con mio fratello, nel giardinetto a Lecco. Avevamo un pallone di pezza per non rompere le cose in giro. Nella mia stanza c’erano i poster di grandi campioni. Il mio idolo era Pirlo, perchè sognavo di giocare come lui, poi anche poster di Kakà, Totti, Maldini e Del Piero. Il Milan è sempre stato nel cuore e quando ho iniziato a giocare nelle giovanili a 17 anni è stato un sogno. La famiglia mi ha sempre supportato, quando segnai quel gol alla Juve fu una gioia immensa”. 

Il Sassuolo: “La particolarità del Sassuolo è che qui ti senti a casa, ogni momento. Loro sono genuini, sono persone che lavorano tutte per farti stare bene. Tutti, dal magazziniere al direttore, sono persone perbene, dedicate al solo obiettivo di far crescere questa società. Penso che li scelgano sulla base di criteri rigidi che li rendono molto simili l’uno all’altro. Sono tutte brave persone che hanno un solo obiettivo, far stare bene i giocatori e puntare al risultato. Questo gruppo di lavoro per me è come una seconda famiglia”. 

Su De Zerbi: “Il mister mi ha cambiato la vita. Ora sono visto come un altro giocatore e come un’altra persona, migliore. Ho dovuto staccarmi di dosso l’etichetta che avevo e ci sono riuscito, grazie a
lui. Lo ringrazierò sempre perché mi ha fatto rendere al meglio e maturare, in campo e
fuori. Devo ancora crescere tanto, ne sono cosciente. Però la squadra ed io abbiamo raggiunto risultati importanti, insieme. Sono certo che il mister presto sarà alla guida di un top club”. 

Oltre Pirlo un altro esempio: “Toni Kroos del Real Madrid. Ha l’eleganza e la fantasia
dei grandi giocatori. E’ al Real Madrid da tanti anni, ha vinto tutto ma gioca sempre, ha una
costanza impressionante. Un esempio di costanza e qualità. Ha sempre fame. avrebbe già potuto smettere, ha vinto tutto con i club e Nazionale, che volere di più, e invece e ancora li a battersi come un ragazzino”. 

Sul Covid: “E’ una situazione difficile. Ho fatto il lockdown con la mia ragazza, è stato importante non essere da solo in quei giorni. Ora sto cercando di fare attenzione ad ogni minima cosa. Devo essere accorto a qualsiasi contagio e cercare di non contagiare nessuno. Giocare a porte chiuse? E’ molto difficile perché sentire l’entusiasmo della gente ti condiziona, ti coinvolge e ti trasferisce energia. E’ difficile, è triste. Però ogni volta che vado in campo penso che la gente ci guarda da casa ed è lì con noi.
Noi dobbiamo giocare per chi ci guarda, per i tifosi, gli sportivi e credo che facciamo sempre il massimo anche per loro”. 

Il gol alla Juve: “Il Milan lo ringrazierò per tutta la vita e non gli vorrò mai del male. Il Milan è stato casa mia e quindi non si parla mai male di un proprio genitore o sputare nel piatto in cui hai mangiato. Nonostante tutto quello che si è detto io il Milan lo ringrazierò sempre. Poi le cose non sono andate come dovevano ma del Milan parlerò sempre bene. Quel gol è stato un’arma a doppio taglio. Mi ha dato una gioia immensa: segnare a quel portiere, a quel campione un gol così è stata una cosa incredibile. Poi difficile da gestire perché mi si chiedeva sempre di fare gol spettacolari, le aspettative sono balzate alle stelle e quindi è stato complicato. Non ero pronto, sicuramente per demeriti miei. Ma ora vedo le cose in maniera differente e sono cosciente che quel gol rimarrà nella storia, sicuramente nel mio cuore”. 

Mancini: “Io ne avevo sempre sentito parlare bene. Con me è stato molto corretto, non mi aspettavo di giocare con l’Olanda, mi ha fatto stare tranquillo e spero di aver ripagato la sua fiducia. Credo che il segreto di Mancini sia lasciare il gruppo in serenità e creare un’armonia all’interno della squadra. Con lui la Nazionale gioca bene, ci sono giocatori di vero talento e i risultati vengono. Sa coinvolgere tutti e creare un’atmosfera serena. Personalmente lo ringrazierò per sempre per avermi regalato il momento più bello della mia carriera. Per avermi fatto realizzare quel sogno”. 

Foto: Twitter Nazionale