Ultimo aggiornamento: sabato 18 settembre 2021 21:33

Juve, storia di un grande equivoco. E con troppi strafalcioni

12.09.2021 | 00:07

Certo, è presto per montare processi. Ma un punto in tre partite per la Juve sono una miseria. E oggi rappresenta la storia di un grande equivoco, anche di mercato. Dopo la sconfitta contro l’Empoli le parole di Max Allegri furono inequivocabili: “La sessione estiva chiude martedì, vedremo chi arriverà”. Non è arrivato nessuno, è evidente che le aspettative dell’allenatore fossero diverse.

Anche perché, come spiegato dallo stesso Cherubini, l’acquisto di Kean era stato programmato a prescindere dalla cessione di Cristiano Ronaldo. Siamo a settembre, non esageriamo, le rincorse possono sempre essere organizzate. Ma della Juve attuale, al netto di assenze importanti, colpiscono diverse cose tutte allarmanti. Quella più importante: la totale mancanza di un concetto di squadra, con troppe amnesie all’interno della stessa partita.

Chiaro, il ritorno dei sudamericani aiuterà, ma i punti di domanda sono tantissimi. Un altro chiama in causa i singoli: impossibile che un bravo portiere come Szczesny abbia sulla coscienza quattro punti con interventi neanche minimamente all’altezza del suo repertorio. Eppure è così.

Colpa di un’estate in bilico? Possibile, al netto delle parole di circostanza di queste ore. Inammissibile che Kean, brillante in Nazionale, entri e faccia l’attaccante aggiunto del Napoli smarrendosi nell’abc della serenità e incartandosi in un intervento comodo ma interpretato al contrario da qualsiasi logica. Oggi la Juve, ripetiamo, è la storia di un grande equivoco con troppi strafalcioni. C’è tempo, ripetiamo. Ma, attenzione, per trovare il più banale concetto di squadra che sia tale neanche tanto.

Foto: Twitter Juve