Ultimo aggiornamento: domenica 13 giugno 2021 00:30

JORGINHO, IL RE

05.06.2021 | 13:15

Jorginho è sempre più un punto cardine del Chelsea e della nostra Nazionale, la sua visione di gioco e le sue doti tecniche lo hanno reso uno dei migliori centrocampisti in Europa e forse nel mondo.
Ma la sua storia parte da molto lontano, Jorge Luiz Frello Filho, noto come Jorginho, nasce in Brasile, a Imbituba, il 20 dicembre del 1991. Ha origini italiane da parte del padre, i cui avi lasciarono Luisiana, provincia di Vicenza, per cercare fortuna in Brasile, la mamma invece è una ex calciatrice. Jorginho muove i primi passi nelle giovanili dell’Hellas Verona, poi una stagione in prestito alla Sambonifacese in C2, dunque l’esordio in B con gli scaligeri datato 4 settembre 2011, diventando velocemente un giocatore importante per il club. E’ uno dei protagonisti della promozione in A dell’annata successiva ed il 24 agosto del 2013 arriva la prima presenza in massima serie contro il Milan. Chiude la stagione con 7 reti, di cui cinque dal dischetto, iniziando a mostrare anche la sua freddezza nei calci di rigore. Tutto ciò dopo un inizio tutt’altro che semplice, poche settimane fa ha raccontato così il suo arrivo al club scaligero, che gli trovò un posto letto in un monastero: “C’era un posto per i monaci e un altro per noi delle giovanili. Eravamo in sei in una stanza, ci siamo stati per un anno e mezzo, e ci pagavano 20 euro a settimana. I monaci ci trattavano benissimo, erano sempre molto rispettosi. Si prendevano cura di noi e il cibo era eccellente. Dovevamo rientrare alle 23, ho bei ricordi di quel periodo. Poi, quando mi hanno chiamato in prima squadra, ho conosciuto un altro giovane brasiliano, Rafael, che faceva il portiere. Mi ha chiesto cosa facessi, da quanto tempo ero lì e gli ho raccontato che vivevo con 20 euro a settimana. E lui mi ha detto che non era giusto che fossi così lontano dalla mia famiglia in quella situazione e con così pochi soldi”.
Jorginho ha rivelato anche di esser stato molto vicino a smettere, vista la situazione particolare, ma la madre è riuscita con una lunga chiacchierata a farlo desistere da quel pensiero.
Nel gennaio 2014 il Napoli lo prende in compartecipazione, riscattandolo definitivamente nel giugno dell’anno successivo, costo complessivo dell’operazione intorno agli 8.5 milioni di euro.
Con Benitez il classe 1991 sembra chiuso da Gargano e David Lopez, con l’arrivo di Sarri parte dietro a Valdifiori nelle gerarchie, ma riesce presto a invertirle divenendo il regista perfetto nel 4-3-3 del tecnico toscano, chiudendo la sua esperienza in azzurro con la splendida cavalcata dei 91 punti, con la quale il Napoli ha sfiorato lo scudetto nel testa a testa con la Juve. Vince una Coppa Italia e una Supercoppa Italiana prima di chiudere la sua parentesi partenopea, che lo vede volare con Sarri al Chelsea, continuando a mostrare quanto di buono fatto in Campania.
Ai Blues arriva per una cifra vicina ai 65 milioni di euro, ma ripaga ampiamente le aspettative di Abramovich e soci con il successo in Europa League contro l’Arsenal a coronare la prima stagione. Nessun titolo nella seconda annata, con i ko in Supercoppa Europea e in finale di FA Cup per mano di Liverpool ed Arsenal.
Il 2020-21 lo vede in difficoltà col tecnico Frank Lampard, poco spazio e qualche rigore sbagliato, ma l’arrivo di Thomas Tuchel coincide con la rinascita dell’azzurro e di tutta la squadra, capace di arrivare contro ogni pronostico sul tetto d’Europa, battendo il Manchester City in finale di Champions League.
Ma la stagione non è finita qua per Jorginho, ora c’è un Europeo da giocare con la sua Italia, e per quanto visto in questi mesi la squadra di Mancini può ambire anche al gradino più alto del podio.

Foto: Zimbio