Ultimo aggiornamento: giovedi' 18 luglio 2019 13:04

L’INCREDIBILE ASCESA DI ROBERTSON: DALLA TERZA DIVISIONE SCOZZESE ALLA CONQUISTA DELLA CHAMPIONS

03.06.2019 | 13:30

E’ uno degli eroi in maglia red che hanno trionfato nell’indimenticabile notte di Madrid. Klopp lo ha voluto fortemente al Liverpool, affascinato dalla sua incredibile storia e stregato dalle sue grandi qualità. Andrew Robertson ha lottato duramente per raggiungere i propri obiettivi. Non ha mai mollato. Dal calcio non professionistico alla conquista della Champions League, dal lavoro nella biglietteria di Hampden Park alla gioia incontenibile del Wanda Metropolitano. Quella di Robertson è una vera e propria favola calcistica.

Nato a Glasgow l’11 marzo del 1994, Robertson cresce calcisticamente nelle giovanili del Celtic ma viene scartato dal club all’età di 15 anni per via del “fisico troppo esile”. Una cocente delusione. Il giocatore si trasferisce così al Queen’s Park, club non professionistico della terza divisione scozzese. Desideroso di indipendenza, nel frattempo il giovane Andrew lavora ad Hampden Park, impianto nel quale si svolgono le gare della nazionale scozzese. Il suo compito? Gestire le prenotazioni in biglietteria. “La vita fa schifo”, scriveva su twitter un giovane Robertson nel 2012. Il ragazzo di Glasgow, tuttavia, continua ad impegnarsi duramente sul terreno di gioco per cercare di realizzare i propri sogni. Il 3 giugno del 2013 si trasferisce al Dundee United, club di massima serie: è il momento della svolta. Il terzino conquista infatti il premio di Giovane giocatore dell’anno, attirando su di sé l’attenzione di numerosi club. E’ tuttavia l’Hull City a piombare con maggior decisione su di lui, assicurandosi le sue prestazioni nell’estate del 2014. Sono 152 le presenze collezionate nelle 3 stagioni con addosso la maglia delle tigri. Robertson si conferma ad alti livelli e, finalmente, i tanti sacrifici e quell’amore incondizionato per il pallone, alla lunga, sembrano quasi ripagarlo. Eppure, la sua favola non termina in quel momento. Siamo solo all’inizio della sua incredibile ascesa. 21 luglio 2017, il Liverpool di Klopp, dopo aver bussato alla finestra dell’Hull City, sferra l’attacco decisivo per portare Robertson tra le fila dei reds. Il tecnico tedesco è letteralmente affascinato dalla storia del terzino che, dopo il suo arrivo, comincia a scalare posizioni e gerarchie, convertendosi rapidamente in una delle pedine fondamentali nello scacchiere tattico del manager. Dopo una prima, buona stagione, Robertson esplode definitivamente quest’anno. Sono 12 gli assist siglati in Premier League, un vero e proprio record per il terzino. Il trionfo in Champions League è la ciliegina sulla torta su un’incredibile stagione. Finalmente, ha tra le sue mani quella coppa dalle grandi orecchie, un trofeo soltanto sognato qualche anno prima. Un trofeo per il quale ha lottato, rialzandosi dopo rovinose cadute. Dal “no” del Celtic alla vittoria sul Tottenham, passando per le 28 presenze e le due reti con la Nazionale scozzese, formazione della quale è divenuto leader e capitano.

Terzino di spinta dotato di un ottimo sinistro, Robertson ama proporsi con decisione in avanti, servendo innumerevoli assist ai propri compagni di squadra. Rapido e ordinato, il classe ’94 scozzese è inoltre capace di rendersi spesso pericoloso con delle belle conclusioni dalla lunga distanza. Il giocatore, bravo in fase di impostazione e in quella di non possesso, è ultimamente migliorato molto dal punto di vista difensivo. Puntuale e preciso negli anticipi e nelle chiusure, Robertson è oramai un giocatore imprescindibile per Klopp, quel tecnico che tanto l’aveva voluto al Liverpool e che lo ha poi aiutato a convertirsi in uno dei migliori terzini in Europa. Un giocatore che ha sperimentato il fallimento sulla propria pelle ma che non si è fermato davanti alle innumerevoli difficoltà. Forza di volontà, lavoro e passione. Sono questi gli ingredienti principali della rivincita di Robertson.

Foto: twitter ufficiale Liverpool