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IL GOL NEL DNA: MARCO TUMMINELLO E L’EBBREZZA DELLA PRIMA VOLTA IN A

22.09.2017 | 09:25

Imparare dagli errori: ecco una massima che tutti dovrebbero tenere a mente, anche nel mondo del calcio. Il riferimento, niente affatto casuale, è al Crotone: dopo la miracolosa salvezza della scorsa stagione, con la rimonta coronata all’ultima giornata sulla pelle dell’Empoli poi retrocesso in B, sarebbe stato il caso di regalare a Davide Nicola, principale artefice dell’impresa – bravo a non far mollare il gruppo mai di un centimetro-, un mercato finalmente all’altezza della categoria. Proprio per non incappare nel medesimo errore di un anno fa, attribuito al noviziato. Invece, perso Falcinelli rientrato al Sassuolo, al tirar delle somme la campagna acquisti dei pitagorici, col senno del poi ma anche del prima, ha lasciato francamente a desiderare. Per la serie: errare è umano, perseverare è diabolico. Con il sacrosanto rispetto per i vari Aristoteles Romero, Crociata, Kragl, Pavlovic, Faraoni, Ajeti, Cabrera, Simic, Mandragora e i due cavalli di ritorno Trotta e Budimir. E l’inizio di stagione non è stato certo confortante: appena un punto raggranellato dai calabresi in cinque giornate, ossia il pareggio casalingo contro il Verona, un’altra delle tre compagini (il Benevento chiude il terzetto) che sulla carta sembrano destinate ad un campionato come minimo di profonda sofferenza. Nell’ultimo turno, l’infrasettimanale nella tana dell’Atalanta, l’unica nota lieta della serata è stata rappresentata dal primo gol in Serie A di Marco Tumminello, l’attaccante prelevato in prestito secco dalla Roma l’ultimo giorno di mercato, dopo aver svolto il ritiro con i giallorossi (previo rinnovo fino al 2022) e deciso l’amichevole estiva contro il Tottenham. Troppo pesante il 5-1 rimediato all’Azzurri d’Italia per aspettarsi salti di gioia dal diretto interessato negli spogliatoi: “Personalmente sono contento che il gol sia arrivato, ma anche quando non arriva l’importante è non mollare mai, conta soltanto dare una mano alla squadra e questo risultato, purtroppo, parla da solo”.

Marco nasce a Erice, nel trapanese, il 6 novembre del 1998 e si forma nel vivaio del Città di Trapani, che lo ospita per otto lunghi anni prima del passaggio all’ASD Valerio Leto, club siciliano vicino al Milan (di cui Tumminello da piccolo era tifoso), per poi approdare (stagione 2011/2012) nel settore giovanile del Palermo che lo aggrega quasi subito, sotto età, ai Giovanissimi Nazionali. Nell’annata in rosanero viene notato dal grande Bruno Conti che non ci pensa su due volte e lo porta alla Roma. Nel 2015 ecco la grande gioia dello Scudetto Allievi, agli ordini di Coppitelli: caterve di gol, compreso quello decisivo in finale contro l’Empoli. Automatico il passaggio in Primavera, dove Tumminello, pur spostato spesso sull’esterno per la contestuale presenza di Soleri, conferma in pieno le sue doti realizzative, andando a bersaglio ben 42 volte (6 in Youth League) nelle 63 presenze accumulate fino alla scorsa stagione con la formazione allenata da Alberto De Rossi. A proposito di Primavera, c’è spazio anche per una nota di demerito. Il 31 maggio del 2016, infatti, il nostro personaggio del giorno, nelle fasi conclusive della vittoriosa semifinale contro l’Inter, perde la testa e aggredisce l’arbitro: 6 giornate di squalifica e addio finale di campionato (poi vinta ai rigori dai suoi compagni contro la Juve). L’esordio in Serie A arriva il 6 gennaio del 2016, quando Rudi Garcia, all’ultima recita sulla panchina capitolina, lo lancia nella mischia al 91’ al posto di Florenzi (esploso proprio nella parentesi in prestito a Crotone, piccola curiosità). Luciano Spalletti, invece, lo porta 4 volte in panchina ma non lo chiama mai in causa, mentre meno di un mese fa a lui è ricorso Eusebio Di Francesco nel finale di gara contro l’Inter, altro brevissimo spezzone per la seconda presenza con la prima squadra giallorossa. A Bergamo, dopo i primi due spezzoni contro Cagliari e ancora Inter, Marco – al debutto da titolare nel massimo campionato – ha trovato anche la prima rete con un preciso destro sul primo palo che ha piegato le mani a Berisha. Ben impostato fisicamente (180 cm per 76 kg), mancino naturale ma in grado di disimpegnarsi anche con il destro, lo specialista 18enne preferisce giostrare da prima punta ma può anche giocare un po’ più largo, riuscendo comunque a coniugare freddezza sotto porta, buona rapidità e un bagaglio tecnico interessante. La progressiva e costante escalation del ragazzo siciliano a livello di club, che si ispira a Bobo Vieri, è coincisa con quella in azzurro: Tumminello ha vestito sin qui tutte le maglie delle Nazionali giovanili, a partire da quella dell’Italia Under 15, e da poco è entrato nel giro dell’Under 20. La stagione con il Crotone si preannuncia complicata, ma la freschezza di Marco potrebbe costituire un’arma in più per gli squali di Nicola.

Foto: sito ufficiale Roma-sito ufficiale Crotone