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GAVETTA E UMILTÀ: ALFRED GOMIS, DALLA MAGLIA AZZURRA ALLA PRIMA VOLTA CON IL SENEGAL

04.10.2017 | 09:25

Il calcio è un continuo mix di intrecci, proprio come la vita. A volte dà, a volte toglie e se ci sai fare spesso regala emozioni incredibili per un arco di tempo non particolarmente definito. Basta chiedere ad Alfred Gomis, fresco di convocazione in Nazionale senegalese. Già, non in maglia azzurra come auspicava e desiderava sin dalla sua adolescenza. Una sorpresa gradita e a dir poco meritata vista la notevole crescita dal punto di vista del rendimento negli ultimi anni. Il portiere, con sudore e tanta umiltà, è riuscito a ritagliarsi il proprio posticino all’interno di questo sport dando frutto ai sacrifici compiuti in precedenza, soprattutto in tenera età. Gomis nasce il 5 settembre del 1993 a Ziguinchor, città del Senegal distante esattamente 432,8 km dalla Capitale Dakar. Il suo amore per il calcio è immediato, ma contrariamente a quanto sognano gli altri bambini, Alfred preferisce impedire alla palla di entrare più che buttarla dentro ed esultare per un gol. Anche perché c’è una tradizione da rispettare e tramandare: il padre Charles giocava tra i pali in patria e i due fratelli Lys e Maurice, come lui, ne hanno seguito puntualmente le orme. Una famiglia di portieri, una famiglia in cui non ci si annoia mai perché, dalla mattina alla sera, ci si tuffa per strozzare l’urlo in gola agli avversari. Nel 2009, dopo essere arrivato in Italia e aver calcato i campi dei vari stadi di Cuneo e periferia, viene notato dal Torino che decide di aggregarlo all’interno del proprio settore giovanile. Giorno dopo giorno Gomis dimostra le proprie qualità, ma a sorprendere è lo spiccato carisma con cui entra costantemente sul rettangolo verde, davvero invidiabile per quell’età. Il Toro, per plasmare il suo talento, il 3 luglio del 2013 decide di svezzarlo mandandolo a giocare in prestito in Serie B, precisamente a Crotone. Debutta con i pitagorici il 14 settembre contro lo Spezia, sfida conclusasi con il risultato di 1-0. Nonostante la poca esperienza, l’estremo difensore naturalizzatosi italiano evidenzia grandi doti atletiche e morali. Gomis scala le gerarchie, conquista subito il posto da titolare e scende in campo per ben 39 volte presentandosi agli addetti ai lavori come un portiere di grandissima affidabilità. Dopo l’ottima prima stagione lontano da casa, rientra temporaneamente alla base in attesa di una nuova destinazione: Avellino.

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Giunge in Irpinia l’11 agosto del 2014, l’esordio ufficiale avviene qualche giorno dopo in occasione del secondo turno di Coppa Italia contro il Venezia. Gomis si rende subito protagonista parando un rigore a Rodrigo Taddei nella sfida pareggiata per 0-0 contro il Perugia, in totale disputa 31 partite e nel frattempo arrivano le prima chiamate in Nazionale Under 20 da parte del ct Luigi Di Biagio. Il giovane portiere, dunque, realizza il sogno di indossare la maglia azzurra. Dopo l’esperienza ad Avellino, torna a Torino e il club granata, il 30 luglio 2015, lo cede a titolo temporaneo con diritto di riscatto e controriscatto al Cesena. Gomis ripete le prestazioni dell’anno precedente, risponde sempre presente e conferma le aspettative giocando ben 39 partite. Rientrato al Torino nell’estate del 2016, il tecnico Sinisa Mihajlovic punta su di lui per rimpiazzare Daniele Padelli nelle vesti di primo portiere. Tuttavia, alcune incertezze nel precampionato e l’arrivo del nazionale inglese Joe Hart in prestito dal Manchester City, inducono il ragazzo a lasciare nuovamente il Toro. Così, il 31 agosto, Gomis viene ceduto in prestito in Serie A al Bologna, club in cui trova spazio soltanto a tratti. Durante la passata stagione, invece, a credere in lui è la Salernitana che gli affida le chiavi della propria porta. La vita di Gomis è continuo via vai, ma stavolta l’eccellente rendimento gli consente di dimostrare tutto il proprio valore e, finalmente, questa estate gli si presenta l’opportunità di giocare da titolare in Serie A con la Spal. L’8 luglio, infatti, si trasferisce in prestito con obbligo di riscatto al club estense. L’ottimo impatto in quel di Ferrara attesta la sua esponenziale crescita, Gomis è ormai un portiere maturo e l’attuale commissario tecnico del Senegal, Aliou Cissé, se ne accorge chiamandolo per la prima volta ad indossare la maglia del suo paese d’origine. Per Gomis una sorpresa inaspettata che, però, rappresenta il giusto premio dopo una lunghissima e prolifica gavetta.

Foto: zimbio