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Dembelé e il Barça, dal possibile sacrificio a punto fermo nello scacchiere di Valverde

Un anno fa diventava uno degli acquisti più onerosi della storia del calcio: base fissa da 105 milioni di euro, più bonus. Tanti bonus: c’è chi dice 40, chi sostiene 45 per arrivare al muro dei 150 complessivi. Ma la prima stagione di Ousmane Dembelé al Barcellona non è stata certo da incorniciare. Prima il grave infortunio, poi la ripresa, difficile, condizioni di forma non all’altezza delle aspettative. Senza dimenticare la figuraccia durante la presentazione al Camp Nou e la vita privata (abuso di fast food e ore piccole) finita nel mirino del BarçaAd agosto 2017 il trasferimento più che travagliato dal Borussia Dortmund ai blaugrana, con l’attaccante francese che era arrivato a scegliere la via dell’ammutinamento pur di forzare la mano per approdare al Camp Nou. Alla fine, dopo oltre 3 settimane di tormentone, il Barça ha dovuto cedere alle elevatissime richieste dei tedeschi, che hanno di fatto preso per il collo la controparte, bisognosa di sostituire Neymar volato al Paris Saint-Germain per i famosi 222 milioni di clausola rescissoria.

In tanti, in questa estate, si aspettavano che proprio Dembelé sarebbe stato il sacrificato dal Barça in nome del Fair Play finanziario. Così non è stato, anzi: il classe ’97 ha vissuto una primissima parte di stagione da urlo: prima la vittoria iridata in Russia con la Francia, poi il gol decisivo in Supercoppa spagnola che ha piegato il Siviglia a tempo quasi scaduto. Senza dimenticare la brillante prestazione, ancora una volta da titolare, nel vincente esordio in Liga contro l’Alaves. Da possibile sacrificato a punto fermo nello scacchiere di Valverde: Dembelé è pronto a consacrarsi al Barça e conquistare il popolo blaugrana.

 

Foto: Twitter ufficiale Barcellona

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