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DALLA D ALLA A FIRMANDO SOLO GOL PESANTI: ORA LA MANTIA SOGNA CON IL LECCE

04.12.2019 | 14:30

La Serie A continua a regalare sorprese ed emozioni, nell’ultimo turno ad alzare la voce è stato il Lecce. La squadra di Liverani, giocando il suo consueto bel calcio, ha compiuto un’impresa importante sbancando il “Franchi” di Firenze. A decidere l’incontro è stato il gol di Andrea La Mantia, ancora un colpo di testa decisivo che vale tre punti. In Salento ormai ci sono abituati, lo scorso anno su 17 reti complessive ben 9 sono arrivate con incornate imparabili. Il padre, un ex militare, gli ha sempre detto, sin da quando era bambino, di usare sempre la testa nella vita e il centravanti ha preso questo consiglio alla lettera. Andiamo per ordine: La Mantia nasce a Marino, comune di 44671 abitanti e a due passi da Roma, il 6 maggio del 1991. Già ai tempi dell’infanzia si innamora del calcio, ma nel suo futuro si immagina anche come militare per seguire le orme del padre. Tuttavia, gli anni passano e il suo talento, abbinato a una imponente struttura fisica, lo mette nelle condizioni di farsi notare nel mondo del calcio. All’età di 12 anni entra a far parte del settore giovanile del Frosinone. Nel 2008, per svezzarlo, il club ciociaro lo manda in prestito in Serie D al Flaminia. La Mantia si adatta immediatamente e disputa 12 gare firmando 3 centri. Rientra alla base, ma non c’è molto spazio e riparte nuovamente a titolo temporaneo firmando con il Foligno (22 gettoni e una rete).

Torna ancora a Frosinone e in 7 match firma un solo gol, a quel punto si trasferisce in prestito alla Fidelis Andria. Con i federiciani convince in parte: 2 gol in 7 presenze. Nel 2012 resta in Puglia e viene acquistato a titolo definitivo dal Barletta. In biancorosso trova finalmente la tanto cercata continuità e in due annate gonfia la rete 9 volte risultato comunque determinante e freddo sotto porta. Nel 2014 passa al San Marino, ancora in Serie C, siglando 6 marcature personali. Nel 2015 Mauro Meluso, direttore sportivo del Cosenza, lo porta in Calabria e La Mantia esplode definitivamente realizzando 13 sigilli in 24 gare. Questi numeri attirano le attenzioni della Pro Vercelli che gli concede l’opportunità di approdare in Serie B. In Piemonte va a segno 9 volte confermando le attese e, dopo la retrocessione della Pro, resta in B firmando con la Virtus Entella. In Liguria La Mantia continua a dimostrare le sue ottime abilità da attaccante e tocca quota 12 centri. Nonostante ciò l’Entella retrocede, ma per il classe 1991 arriva l’offerta del Lecce. Il club salentino, appena tornato in B, gli affida le chiavi dell’attacco. A volerlo è ancora Mauro Meluso, nel frattempo diventato il nuovo uomo mercato dei giallorossi. In panchina c’è Fabio Liverani che, sin da subito, si dimostra chiaro e schietto con La Mantia: “Non voglio vederlo fermo, deve capire che con me l’attaccante partecipa all’azione e per questo deve iniziare a correre”. La Mantia all’inizio fatica un po’, ma poi comincia a fare il suo mestiere al meglio e a fine stagione contribuisce al ritorno in Serie A del Lecce con 17 centri e 8 assist. Durante il ritiro precampionato sgomita per ottenere un posto da titolare, ma la concorrenza è tanta: dal mercato arrivano, nel suo ruolo, Lapadula e Babacar. Ritagliarsi lo spazio non è semplice, ma nella sua Roma, contro la Lazio e all’Olimpico, entra e sigla il primo gol in massima serie. Gol inutile per il punteggio finale (4-2 per i biancocelesti), ma sicuramente importante per cambiare le gerarchie del reparto offensivo. Contro il Cagliari, infatti, trova spazio dal 1′ e sfiora più volte la rete. Sabato scorso, a Firenze, usa ancora la testa – ricordando il vecchio consiglio del padre – e lancia i suoi. Liverani può sorridere, i tifosi sono carichi di entusiasmo e La Mantia, il militare mancato, si gode il momento sognando a occhi aperti.

Foto: Fiorentina Twitter