Ultimo aggiornamento: martedi' 29 settembre 2020 00:40

DAL FLOP VILLARREAL AL RILANCIO COL RIVER: BORRÉ, LA MAQUINA DEL GOL COLOMBIANA

03.03.2020 | 14:30

Il River Plate è lanciatissimo verso il titolo di campione di Argentina, anche se siamo soltanto alla ventiduesima giornata e il Boca Juniors è a meno uno. Marcelo Gallardo, però, si gode il momento e soprattutto il suo bomber: Santos Borré, capocannoniere della Superliga con 12 centri in 19 presenze. Andiamo per ordine: Borré nasce a Baranquilla il 15 settembre del 1995, il calcio colora interamente la sua infanzia. In Colombia, come nell’intero Sud America, i bambini crescono a pane e pallone. Lui è uno dei tanti che si innamora subito del calcio, ma a differenza degli altri ha una marcia in più. Il Deportivo Cali, società ormai nota nella scoperta di giovani di valore e promettenti (per rendere l’idea citiamo Luis Fernando Muriel), lo osserva con interesse e decide di aggiudicarselo nel 2013. Borré ha 18 anni, un’età sicuramente insolita per avviare la propria carriera rispetto agli attuali standard. La sua crescita avviene praticamente tra le vie della città natale, il club verdiblanco è chiamato a plasmare le sue capacità ancora piuttosto grezze. Il suo inserimento è graduale, ma le doti tecniche fanno la differenza e gli consentono di mettersi subito in evidenza. Dopo poco tempo diverse big europee sono sulle sue tracce. Il 24 luglio 2015 segna la sua prima tripletta nella sfida contro l’Universidad Autónoma. L’Atletico Madrid decide di uscire allo scoperto e durante l’estate lo acquista a titolo definitivo. Un investimento ponderato, fatto con convinzione. I colchoneros, però, ritengono opportuno lasciarlo un’altra stagione in patria dove in totale colleziona 20 centri in 44 apparizioni.

La voglia di Borré è quella di un ragazzino pronto a mettersi in mostra in uno dei principali tornei del vecchio continente. L’esperienza in Colombia si conclude e si spalancano le porte della Liga. Nel futuro del giovane c’è la Spagna. Così la scorsa estate a prelevarlo in prestito è proprio il Villarreal, club che gli affida le chiavi dell’attacco insieme ad Alexandre Pato e a Cédric Bakambu. Il suo inserimento è graduale, ma già nelle prime apparizioni il pubblico dell’Estadio de la Cerámica, una volta noto come Madrigal, resta colpito dalle incredibili doti tecniche. Pian piano riesce a ritagliarsi il proprio spazio, l’esordio con il Submarino Amarillo avviene il 17 agosto nei preliminari di Champions League contro il Monaco. Purtroppo ad accedere alla fase a gironi sono i monegaschi, mentre il Villarreal retrocede in Europa League. Il primo gol giunge proprio nella competizione continentale nella sfida pareggiata per 1-1 contro lo Steaua Bucarest. Lungo il cammino, Borré, affronterà anche la Roma: l’andata è a senso unico e i giallorossi di Luciano Spalletti si impongono per 4-0 ipotecando la qualificazione, al ritorno all’Olimpico il Villarreal vince e a firmare il successo è proprio il colombiano. Vittoria che, tuttavia, non serve per ribaltare il risultato. Dopo i centri europei, il classe 1995 si sblocca anche in Liga segnando una doppietta contro l’Osasuna. A farne le spese è l’italiano Salvatore Sirigu che da gennaio (via Psg) difende i pali dei Los Rojillos: Borré prima va in fuga e batte con freddezza il portiere, poi è abile a infilarsi nello spazio e trafiggere ancora l’estremo difensore ormai ex Siviglia e Palermo. Due gol di pregevole fattura che attestano la grande crescita e la totale concretezza sotto porta. L’esperienza in Spagna non si conclude nel migliore dei modi e l’addio è inevitabile. Così, nell’estate del 2017, il River Plate decide di puntare con convinzione su di lui. Finora Borré, con i Millonarios, ha conquistato una Copa Argentina, una Recopa Sudamericana e una Copa Libertadores. Quest’anno, nonostante la finale persa con il Flamengo, il River è ripartito alla grande in Patria e, con La Maquina del gol colombiana, intende regalarsi altri gloriosi successi.

Foto: Golazo Argentino