Zidane e la Champions: dal ‘97 a Milano, passando per il 2002

04/05/2016 | 23:23:00

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Esame superato a pieni voti. Stiamo parlando di Zinedine Zidane, il tecnico promosso dal Castilla alla prima squadra del Real Madrid lo scorso 4 gennaio da Florentino Perez, per sostituire il nefasto Rafa Benítez. Zizou ha vissuto qualche momento turbolento, ma ha appena conquistato la finale di Champions League, sfiderà l’Atletico di Simeone nel tentativo di portare a casa l’Undécima. E nella Liga, grazie al passaggio a vuoto del Barcellona, è risalito fino alla terza posizione a una sola lunghezza del duo di testa composto da blaugrana e colchoneros. In campionato però spuntarla sarà dura, considerato che mancano appena due giornate al termine.

Zinedine e la Champions: inizialmente sembrava una maledizione, Zidane era in campo sia nel 1997 che nel 1998 quando la sua Juventus, a Monaco e Amsterdam, perse le prime due finali della funesta serie (giunta a quattro) contro Borussia Dortmund e, giustappunto, Real Madrid. Poi però, trasferitosi all’ombra del Santiago Bernabeu nell’estate del 2001, il fenomeno di origini algerine riuscì subito a mettere le mani sulla Coppa dalle grandi orecchie. Di rara bellezza la prodezza balistica con la quale stese il Bayer Leverkusen a Glasgow nella finale del 2002: un sinistro al volo, da manuale del calcio, che ancora Butt sta cercando di intercettare. Un concentrato di potenza e precisione.

E fra 24 giorni Zizou avrà la possibilità di entrare nell’élite delle stelle che hanno vinto la massima competizione continentale per club sia da giocatore che da allenatore, dopo averla levata al cielo nel 2014 da vice di Ancelotti, sempre contro i cugini. E non è tutto, perché se uscisse vincitore da San Siro il prossimo 28 maggio, l’ex numero 10 della Francia eguaglierebbe Pep Guardiola, che vinse la ex Coppa dei Campioni nell’anno del debutto sulla panchina del Barça. Non certo salendo sul treno in corsa, però. 

Foto: fourfourtwo.com-varzesh11.com