Woltemade, il gigante dai piedi buoni. Chi è il futuro attaccante della Juventus

31/08/2026 | 23:20:24

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Un metro e novantotto centimetri di altezza, ma un modo di giocare che racconta tutt’altro rispetto al classico centravanti fisico. Nick Woltemade è il nuovo nome scelto dalla Juventus per il proprio attacco, un profilo particolare, cresciuto lentamente e arrivato ai massimi livelli dopo un percorso tutt’altro che scontato.

Classe 2002, nato a Brema, Woltemade muove i primi passi nel Werder Brema, dove debutta giovanissimo anche in Bundesliga. La sua esplosione, però, tarda ad arrivare. A vent’anni finisce in prestito all’Elversberg, in terza serie, e proprio lì comincia a costruire quella fiducia che gli permetterà di cambiare definitivamente marcia. In una stagione mette insieme 10 gol e 9 assist in 31 presenze, mostrando già una caratteristica destinata a diventare il suo marchio di fabbrica: non essere semplicemente un finalizzatore, ma un attaccante capace di partecipare alla costruzione del gioco.

Poi arriva lo Stoccarda. È qui che Woltemade diventa davvero l’uomo della provvidenza. La stagione 2024-25 rappresenta il grande salto: il tedesco segna 17 gol complessivi, 12 in Bundesliga, diventando uno degli uomini più importanti della squadra e contribuendo anche al percorso che porta alla conquista della Coppa di Germania. In coppa, con 5 reti, chiude inoltre da capocannoniere della competizione.

È soprattutto in quel periodo che nasce il curioso soprannome di “Woltemessi”. Un paragone naturalmente esagerato, nato più che altro per descrivere l’anomalia del giocatore: quasi due metri di altezza e, allo stesso tempo, una sorprendente capacità di muoversi nello stretto, portare palla, dribblare e dialogare con i compagni. Non è il gigante che aspetta il pallone in area: è un giocatore che ama uscire dalla posizione, venire incontro, giocare spalle alla porta e diventare una sorta di regista avanzato.

Proprio questa particolarità lo rende un attaccante difficile da catalogare. Woltemade può fare il centravanti, ma non è soltanto un centravanti. Può abbassarsi sulla trequarti, legare il gioco e creare spazi per chi gli gioca accanto. La sua struttura fisica gli permette di proteggere il pallone e giocare di sponda, mentre la tecnica gli consente di fare qualcosa che un giocatore della sua stazza normalmente non garantisce. E nonostante i 198 centimetri, curiosamente, non fa del gioco aereo la sua arma principale.

L’esplosione allo Stoccarda porta inevitabilmente l’interesse dei grandi club. Il Bayern Monaco lo segue con attenzione, ma alla fine è il Newcastle a investire pesantemente su di lui nell’estate 2025, acquistandolo per una cifra vicina ai 90 milioni di euro complessivi, in quello che diventa il trasferimento record nella storia del club inglese. Solo un anno fa.

L’esperienza inglese, però, non va come sperato. Woltemade parte bene, ma nel corso della stagione viene utilizzato anche in una posizione più arretrata e il suo rendimento cala. Chiude la sua prima annata al Newcastle con 11 gol in 51 presenze complessive, di cui 8 in Premier League. Numeri che non raccontano necessariamente un fallimento, ma sicuramente una stagione al di sotto delle aspettative generate dall’investimento del club.

Ed è qui che entra in scena la Juventus. I bianconeri, dopo l’accordo per la partenza di Jonathan David verso l’Atlético Madrid, hanno individuato in Woltemade uno dei profili ideali per completare l’attacco di Luciano Spalletti. Il tedesco ha raggiunto un’intesa personale con la Juventus e il Newcastle ha aperto alla possibilità di un prestito oneroso con diritto di riscatto, formula sulla quale i club stanno definendo gli ultimi dettagli.

Per la Juventus, dunque, non arriva semplicemente un centravanti da area di rigore. Arriva un attaccante da modellare e valorizzare, ancora giovane e con margini di crescita importanti. La Serie A potrebbe rappresentare proprio il contesto ideale per capire quale sarà la sua evoluzione definitiva: il gigante di Brema ha già dimostrato di poter essere decisivo, ma adesso dovrà trasformare il talento mostrato a Stoccarda in continuità ai massimi livelli.

La sfida sarà anche tattica. Spalletti dovrà trovare il modo di sfruttare le qualità di un giocatore che non ama restare statico e che dà il meglio quando può muoversi, associarsi e far giocare la squadra. Accanto a un attaccante più verticale o dentro un sistema che gli permetta di svariare, Woltemade potrebbe diventare una soluzione particolarmente interessante.

Da Brema a Elversberg, dalla definitiva consacrazione con lo Stoccarda, le attese mancate al Newcastle, ora la grande occasione inglese e ora alla Juventus: la storia di Woltemade è quella di un talento esploso più tardi del previsto, ma che ogni volta che ha trovato fiducia ha saputo rispondere presente.

A Torino arriva un gigante soltanto per la carta d’identità. Per caratteristiche tecniche, invece, Woltemade è molto più piccolo di quanto dica il suo metro e novantotto. Ed è proprio questa la sua particolarità più affascinante.
Foto: Instagram personale