Weah: “Il cognome pesa? Certo, devi dimostrare, devi dare il massimo, più di tutti”
08/01/2026 | 14:00:06

Un cognome pesante può pesare? La risposta è sì per Timothy Weah. Intervistato da Dauphiné Libéré, l’ex Juventus ha raccontato l’impressione profonda che gli ha fatto l’ambiente marsigliese e il calore dei tifosi dell’OM. “L’amore per il calcio e per il club si percepisce in tutta la città. La gente vive per l’OM: quando perdi, si riflette sulla loro quotidianità. Giocare in uno stadio pieno, con i tifosi sempre presenti e urlanti, è un’esperienza unica. Mi sento molto connesso ai supporter e, ironia della sorte, a Parigi incontravo più fan dell’OM che del PSG”, ha raccontato il 25enne americano, che ha sottolineato come questa pressione costante diventi uno stimolo positivo. Weah ha ricordato di essere cresciuto sotto i riflettori, con quel cognome cucito addosso: “Fin da giovane sapevo di dover lavorare più degli altri. Se dai meno, iniziano i commenti sul fatto che sia merito di mio padre. Per questo ho sempre cercato di dare il 100%, e la mia mentalità non è cambiata. A Marsiglia sapevo che il mio nome sarebbe stato sotto osservazione: la gente non si aspettava qualcuno pronto a sacrificarsi per la maglia, ma io ero pronto a lavorare duramente e dare tutto”.
Foto: X Marsiglia