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QUANDO UN INFORTUNIO PUÒ CAMBIARTI LA CARRIERA IN POSITIVO: MURIC, UN PORTIERE MOLTO… BRAVO

Un infortunio può cambiare la vita a un giocatore? Ovviamente la risposta è sì. Ben meno scontata lo è invece quando un problema fisico non colpisce il calciatore in questione ma un suo compagno di squadra. Ebbene, sappiate che anche in questo caso è possibile. Chiedere ad Aro Muric per credere. Chissà quante volte questo portiere 19enne avrà maledetto il giorno in cui Claudio Bravo si è rotto il tallone d’Achille. Un lungo stop per il secondo estremo difensore del Manchester City che di fatto ha stravolto un futuro che sembrava essere già scritto per Muric. Da una stagione da titolare in Eredivisie con la maglia del NAC Breda a una fatta di panchine su panchine alle spalle del brasiliano Ederson aspettando le (poche) occasioni per mettere in mostra tutto il suo talento. Un’opportunità però è arrivata relativamente presto. Grazie a Pep Guardiola Muric è sceso in campo appena due giorni fa e da titolare in una partita tutt’altro che di secondo livello. Infatti l’avversario all’Etihad si chiamava Fulham e la sfida era valida per gli ottavi di finale di Coppa di Lega. Insomma, la gara non era delle più semplici, così come l’importanza del match e dunque la responsabilità che gli era stata affidata. Nessun problema però per quella “montagna” alta quasi due metri. Al triplice fischio finale la porta è rimasta inviolata, i Citizens hanno avuto i quarti di finale in tasca e per il giovane portiere l’esame è stato superato a pieni voti. E pensare che Muric nemmeno doveva diventare estremo difensore.

Difatti il giocatore, nato in Montenegro e trasferitosi in Svizzera ad appena 3 anni di età, non ha mai difeso i pali di una porta fino agli 11 anni. È stato solo a quel punto che un amico di famiglia notando il fisico ideale a questo ruolo ha consigliato al padre di farlo provare a farlo giocare lì. Detto fatto, Muric ha subito amato il compito di non permettere ai palloni di superare la linea di porta così come alcuni club svizzeri hanno immediatamente scoperto il suo talento. Ed è così che il classe ’98 è andato prima allo Zurigo per poi passare al Grasshoppers per quattro stagioni. Anni fondamentali, in cui il giovanissimo estremo difensore è potuto crescere notevolmente sia tecnicamente che fisicamente. Carattere caldo ma anche grandi maturità e freddezza, doti non certamente usuali per portieri della sua età. E sono state proprio queste qualità a spingere diverse società di livello a darsi battaglia per aggiuducarselo. In fila sono messe Basilea, Galatasaray e tante squadre di Premier League come Stoke City, Tottenham, Chelsea e Manchester City. E sono stati proprio i Citizens ad accaparrarselo. Un approdo a cui è seguita una progressione prorompente da parte di Muric che passa in successione da essere portiere titolare dell’Under 18 a quello dell’Under 23 fino a salire un’ulteriore e fondamentale gradino in prima squadra ma solo da terzo portiere in un primo momento. Ed è questo che spinge la dirigenza del club inglese a mandarlo a fare esperienza in Olanda, salvo farlo tornare indietro dopo appena poche settimane per il citato infortunio a Bravo. Un ko maledetto da Muric che però da due giorni fa potrebbe fare la sua fortuna. E forse metterà un po’ di timore ad Ederson, che adesso oltre che osservare gli attaccanti avversari dovrà guardarsi anche le spalle da questo terribile portiere montenegrino. Siamo certi che di lui ne sentiremo parlare ancora per molto tempo. La sua carriera è appena agli inizi e gli darà molte altre soddisfazioni ben superiori a una sola gara di Coppa di Lega inglese.

Foto: Arijanet Muric

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