Tanto Eder, qualche bufala, ma alla fine zero sale (e pepe)
04/02/2016 | 00:05:00

L’ultimo giorno di mercato è stato insipido: è mancato il sale, ma anche un po’ di pepe. Quando quasi tutte le grandi si tirano fuori per la no-stop finale, inutile stare a sottilizzare. Lunedì 1 febbraio ci siamo dovuti accontentare delle briciole: è rimasta l’adrenalina, ma senza la confezione di notizie che di solito accompagna l’epilogo. Ecco il riepilogo dei principali momenti, dal 4 gennaio al 1 febbraio.
LA STRATEGIA – Quella dell’Inter, confermata nel tempo. Nelle ore di immediata vigilia della gara di Coppa Italia a Napoli, con Guarin al galoppo verso la Cina, era chiaro che sarebbe stato un attaccante (Eder) e non un centrocampista (Soriano). Il primo subito, il secondo a luglio.
L’INTRIGO – Zukanovic all’improvviso. Aveva prenotato l’aereo per la Germania, l’inserimento Roma ha cambiato le carte. Settecento euro di biglietto aereo in fumo, ma cosa volete che sia se il premio è quello di raggiungere Pjanic e Dzeko all’ombra del Cupolone? La Roma non si defila per Zuka, anzi: lo prende.
IL CONTROPIEDE – Non uno, ma diversi. Perché le notizie più belle sono quelle che si materializzano all’improvviso. Per esempio Matavz al Genoa, cotto e mangiato in poche ore. Pepito Rossi al Levante (e non al Genoa). Oppure l’albanese Djimsiti e Borriello a Bergamo. Di sicuro Ninkovic al Chievo, via Genoa. Senza dimenticare Gnahorè al Carpi via Napoli (e non al Cagliari via Juve). Ma anche Immobile e Quagliarella, smentiti in tempi non sospetti da Torino e Samp, una doppia ripartenza ragionata con calma e non con il chiaro intento di fare subito gol. Senza dimenticare Gakpè che ha detto sì all’Atalanta già al primo assaggio.
LA SOFFIATA – Occhio, arriverà un’offerta dalla Cina per Guarin. Il mercato può cambiare anche così: una soffiata per noi, soprattutto una manna per l’Inter che non vedeva l’ora di incassare una cifra importante per poi preparare un colpo in entrata.
A FUOCO LENTO – Già dallo scorso ottobre era chiaro che Vasco Regini sarebbe entrato in orbita Napoli. Da subito o a parametro zero lo avremmo verificato subito. Ma quando i “matrimoni” sono affissi in bacheca, manca soltanto il prete per celebrarli. Fuoco lento anche per El Shaarawy più Perotti, lentino per Tello, lentissimo per De Guzman. E chiare molte strategie per il futuro: Matheus Pereira, Caprari e Lapadula per la Juve, Ganz con calma; Raicevic per il Napoli (a parte i vari Maksimovic, De Roon e Klaassen); le trame impostate dall’Inter, ma ci sarà tempo per approfondire.
LA BUFALA – Giorni e giorni, anzi settimane, spesi per Jonathan Calleri. Sicuro: va all’Inter che poi lo gira al Bologna. Un passaparola, non soltanto dall’Argentina: felici di esserci tirati fuori. Dov’è andato Calleri? Al San Paolo. E Pirlo? Non è arrivato. E Ranocchia “sicuramente del Bologna dopo le vacanze di Natale”? E’ andato alla Samp. Un granchio era Antenucci al Foggia: mai una possibilità, infatti a sorpresa è arrivato Aricidiacono. Le bufale magari sono buone, una al mese. L’importante è non farne collezione, la salute ne risente.