Seedorf freni: troppe rivoluzioni non aiutano il Milan

10/02/2014 | 15:11:00

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Clarence Seedorf ha scoperto subito quant’è duro il pane di chi vuole fare l’allenatore. Magari in Italia, magari sulla panchina dell’adorato Milan, magari salendo sul treno in corsa al posto di Allegri e pensando che peggio non sarebbe stato possibile fare. Galliani ha voluto smentire qualsiasi malcontento di Silvio Berlusconi emerso dopo la brutta figura di sabato sera a Napoli. Ma di sicuro Seedorf deve riflettere su molte cose e non pensare che troppe rivoluzioni contemporaneamente possano pagare. Al San Paolo ha mandato subito nella mischia Essien (scarsa condizione), ha impiegato Abate in un ruolo non suo, ha utilizzato Taarabt (una delle pochissime note liete) non badando agli equilibri complessivi. Equilibri che chi ha in mente un modulo a trazione anteriore dovrebbe avere a prescindere. E’ giusto preparare un Milan votato all’attacco, ma a patto di non rischiare di prendere gol ogni volta che l’avversario cerca di arrivare dalle parti di Abbiati. E sabato scorso è andata esattamente così. All’interno di altre scelte opinabili: per esempio, quella di lasciare fuori Pazzini che aveva dimostrato di essere uno dei più in forma. Per utilizzare l’irritante Robinho, un’altra mossa che non ha pagato. Seedorf freni: troppe rivoluzioni non aiutano il Milan, in questo modo il rischio è quello di arrivare in primavera e di aver speso tutti i bonus a disposizione.