Saldi 2014: tutte le migliori proposte – Victor Valdés
21/09/2013 | 18:41:00

Dopo aver chiuso a doppia mandata per undici stagioni la porta del Barcellona, ha deciso – a dispetto di qualsiasi logica banale – di chiudere la porta in faccia al Barcellona, che a più riprese ha cercato di strappargli il rinnovo sentendosi sempre rispondere un “no, grazie” che ai più è suonato al limite della lesa maestà. Nessuna velleità di abbozzare un anacronistico Indovina chi ?, semplicemente uno spaccato significativo per introdurre Victor Valdés, il protagonista settimanale del nostro consueto spazio dedicato ai calciatori in scadenza di contratto. Prima di avventurarci nel toto prossima destinazione, ripercorriamo le tappe che hanno contraddistinto sin qui la carriera del numero uno blaugrana.
Victor nasce il 14 gennaio del 1982 a L’Hospitalet, popoloso comune alle porte di Barcellona situato sulla riva sinistra del fiume Llobregat. Catalano doc quindi Valdés, non a caso protagonista dal 2001 nella nazionale della Catalogna, mai riconosciuta da UEFA e FIFA nonostante i 109 anni di storia della Federació de Futbol. Ben diversa, invece, la situazione nella selezione spagnola, con la cui maglia – udite udite – il portiere del Barça conta soltanto 3 presenze da titolare, con prima convocazione (salvo una sporadica chiamata d’emergenza nel 2005, per far numero dopo un infortunio occorso a Casillas) datata addirittura giugno 2010, praticamente quando già aveva vinto tutto il possibile. Non è di certo questa la sede per approfondire le questioni extracalcistiche, ma il dato onestamente fa riflettere e l’eterno dualismo con Iker (anch’egli canterano consacratosi campione con la casacca della squadra della vita) non giustifica numeri così esigui, nonostante con la Roja, nei panni di terzo, il portiere abbia messo in bacheca un europeo e un mondiale, ovviamente senza mai scendere in campo. Tornando al percorso a livello di club, eccezion fatta per una parentesi nelle giovanili del Tenerife, isola nella quale la famiglia si trasferì temporaneamente per motivi personali, l’estremo difensore ha difeso sempre gli stessi colori, quelli azulgrana.
Dopo le esperienze in Segunda División, nella stagione 2002-03 Van Gaal lo alterna tra i pali con Roberto Bonano, ma dall’annata seguente Victor non sfilerà più i guanti da titolare al punto da festeggiare, lo scorso 19 maggio, le 500 presenze ufficiali con la gloriosa maglia del Més que un club: certi traguardi, in seno alla compagine più competitiva di questi primi scorci di terzo millennio, non si raggiungono certo per grazia ricevuta. E lo stesso discorso vale per l’ambitissimo Trofeo Zamora, di cui Valdés si è potuto fregiare in ben 5 occasioni (record detenuto in coabitazione con Antoni Ramallets) e per il primato assoluto di imbattibilità nella ultracentenaria storia del Barça. Soltanto merito di una difesa sempre impenetrabile? Un po’ ingeneroso per uno specialista che – seppur meno patinato dei compagni – eccelle nelle uscite, è forte anche tra i pali e infonde sicurezza all’intero reparto. A voler tacere del presunto tallone d’Achille attribuitogli, quello strutturale (m 1,83 per 78 kg), aspetto sul quale non ci dilunghiamo perché apriremmo il fronte delle opposte correnti di pensiero in materia. È sufficiente ricordare come tanti altri goalkeeper, da Peruzzi a Barthez passando per lo stesso Casillas, siano riusciti a consacrarsi ai massimi livelli senza superare i 185 cm di altezza. Ad ogni modo, dall’alto del mostruoso palmarés che consta di 3 Champions League, 2 Mondiali per Club, 2 Supercoppe Uefa, 6 campionati spagnoli, 2 Coppe del Re e 6 Supercoppe nazionali, il portiere catalano ha detto basta. Aveva organizzato anche la cena di addio in primavera perché voleva lasciare già in estate, ma poi Rosell e Zubizzareta lo hanno convinto ad onorare l’impegno fino alla naturale scadenza.
Per chi parerà in futuro Valdés? Non è ancora dato saperlo. In estate era stato accostato con insistenza al Monaco, e non va escluso che con i biancorossi del magnate Rybolovlev ci sia già più di un’intesa, mentre ieri si è parlato addirittura di Real Madrid, in Spagna da sempre adorano prefigurare clamorosi cambi di sponda. In realtà Victor può far gola a tanti top club del vecchio continente e sappiamo che il suo campionato preferito è la Premier League, lo ha dichiarato nella famosa intervista dello scorso 5 aprile, in cui motivava la scelta di cambiare aria con la voglia di conoscere nuove culture. Ma anche in Italia, al di là dei timidi sondaggi effettuati a luglio dalla Fiorentina, la pantera de L’Hospitalet potrebbe rappresentare l’ideale soluzione low cost per le compagini che devono fare i conti con l’età avanzata degli attuali numeri uno. Considerato il ruolo, le “sole” trentuno primavere sulle spalle dovrebbero garantire al guardiano dei pali almeno altre quattro-cinque stagioni da top player, ancora qualche mese e l’enigma sarà finalmente risolto.