Saldi 2014: tutte le migliori proposte – Carlos Tevez

06/06/2013 | 21:24:00

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A partire da oggi esamineremo periodicamente dei profili molto appetibili sul mercato internazionale, tutti caratterizzati da un comune denominatore: la scadenza nel 2014 dell’accordo in essere con l’attuale club di appartenenza. Tutti sappiamo quanto possano squilibrarsi i rapporti di forza tra società e atleti che si apprestano a varcare la soglia dell’ultimo anno di contratto: le prime punteranno al rinnovo o, in subordine, alla cessione, per monetizzare il possibile dal cartellino del giocatore che, a sua volta, in sede di scelta della prossima destinazione, potrà progressivamente far pesare ancor di più la propria volontà, forte della possibilità di accasarsi a parametro zero qualora si arrivasse alla naturale scadenza del vincolo. Tra i due litiganti, a godere di questo tiro alla fune facilmente tramutabile in braccio di ferro, sarà sicuramente la compagine acquirente, che rileverà il calciatore ad un prezzo inferiore -se non dimezzato- rispetto all’effettivo valore di mercato. 

 

CARLOS TEVEZ, UN VERO AFFARE

Il primo protagonista di questa nuova rubrica non ha certo bisogno di presentazioni, preceduto com’é da fama e palmarès: 1 Champions League, 1 Coppa Libertadores, 2 Mondiali per club, 3 Premier League, 1 campionato argentino, 1 campionato brasiliano, 1 Coppa d’Inghilterra, 3 Coppe di Lega inglese, 2 Community Shields, 1 Coppa Sudamericana, 3 volte calciatore sudamericano dell’anno (l’equivalente del Pallone d’oro) oltre a 1 Sub-20 e 1 oro olimpico con la nazionale argentina. Si, Carlos Tevez da Ciudadela in carriera ha vinto tutto ma, nonostante sia sulla cresta dell’onda da più di un decennio, deve ancora compiere 30 anni, ragion per cui rappresenterebbe un autentico colpaccio per chiunque.
Carlitos nasce il 5 febbraio 1984 e muove i primi passi calcistici nell’All Boys, prima di entrare a far parte -all’età di 13 anni- della grande famiglia del Boca Juniors, dove completa la trafila delle giovanili fino all’esordio in prima squadra dell’ottobre 2001. Nel complesso, all’ombra de “La Bombonera” colleziona 110 presenze e 38 gol, trascinando gli Xeneizes nel biennio d’oro 2003-2004, al termine del quale il rampante manager Kia Joorabchian, in tandem con il decano dei procuratori Pini Zahavi, lo porta al Corinthians sotto le insegne del fondo d’investimento MSI, che non pochi grattacapi causerà in futuro al giovane businessman iraniano. Nel club paulista l’Apache si ferma un anno e mezzo, chiudendo con 46 reti all’attivo in 76 partite. Nell’estate del 2006 arriva la chiamata dalla Premier League: i suoi influenti rappresentanti riescono a concretizzare il trasferimento al West Ham, che darà poi luogo ad un lungo contenzioso trilaterale con la Football Association. In Inghilterra Tevez si consacra definitivamente: dopo la parentesi annuale tra le file degli Hammers, nel 2007 gli si spalancano le porte del Manchester United, dove con Cristiano Ronaldo e Rooney va a comporre uno dei tridenti meglio assortiti della storia del calcio, che trascinerà i Red Devils ai più alti traguardi.

Ma è un Carlitos fisicamente diverso quello che incanta in terra d’Albione. Rispetto ai tempi del Sudamerica, l’argentino infatti mette su un po’ di massa muscolare -passaggio necessario per reggere l’urto dei difensori britannici- e potenzia la sua stazza da seconda punta (certificata dai 173 centimetri di altezza) perdendo un po’ in agilità ma guadagnandone in esplosività, autentico marchio di fabbrica di un top player bravissimo nello stretto, che segna in tutti i modi e ama svariare su tutto il fronte dell’attacco, pur potendo ormai fungere, all’occorrenza, anche da vero e proprio centravanti. Il temperamento però non é dei più miti e così, dopo essere andato a segno 34 volte in 99 incontri, il bomber nel 2009 imputa a sir Alex Ferguson qualche panchina di troppo e decide di varcare il Rubicone, firmando addirittura per gli acerrimi rivali del Manchester City. Il resto é storia relativamente recente: il quadriennio ai Citizens scivola via tra alti e bassi, alla stessa stregua del rapporto con Roberto Mancini, che nell’agosto 2010 gli consegna la fascia di capitano e poco più di un anno dopo lo mette ai margini dopo il gran rifiuto oppostogli dal suo ex pupillo durante il match di Champions contro il Bayern Monaco. Il tutto intramezzato da richieste scritte di cessione, trasferimento al Milan sfumato sul filo di lana, tregue armate e caterve di gol, esattamente uno ogni due partite considerando lo score complessivo dell’attaccante della Seleccion: 74 reti in 148 match disputati con la maglia degli Sky Blues. Ma adesso sembra arrivato il momento di cambiare aria. Chiusasi l’era Mancini, Soriano e Begiristain, i due uomini mercato dello sceicco Mansour, non sembrano voler puntare ancora su di lui e verosimilmente, al cospetto di un’offerta oscillante tra i 10 e i 15 milioni di euro, concederebbero al delantero il foglio di via. Come sapete, quello dell’Apache è uno dei nomi sottolineati in rosso sul taccuino di Marotta, probabilmente il più facile da raggiungere nell’ambito della terna chiusa da Jovetic e Higuain. Una cosa è certa: a 29 anni, nel pieno della maturità agonistica, un Carlos Tevez motivato e voglioso può dare un contributo essenziale a qualsiasi causa. Chi lo prende fa l’affare.