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RONALD KOEMAN, UN GUERRIERO NELLA CITTÀ DEI BEATLES

16.06.2016 | 10:00

Quando nel dicembre del 1982 Rambo usciva nelle sale, Ronald Koeman – all’epoca diciannovenne – vestiva ancora, unitamente al fratello maggiore Erwin, oggi nel suo staff, la maglia del Groningen, il club in cui il mastino nato a Zeendam il 21 marzo del 1963 si formò a livello giovanile e che lo lanciò in prima squadra a soli 16 anni. Nei sei anni successivi, l’arco di tempo nel quale si completò la celebre saga cinematografica concernente il celebre John, reduce dalla guerra del Vietnam, questo versatile ragazzo biondo si consacrava come libero-mediano goleador, ma non poteva certo sapere che – con i ben 253 gol segnati in gare ufficiali – sarebbe passato alla storia come lo specialista difensivo più prolifico nella storia del calcio. Quando giocava lo chiamavano Rambo per la potenza del suo tiro, specialmente su calcio piazzato. Per informazioni chiedere alla Samp di Vialli, Mancini e Boskov, che nel 1992 soltanto a una sua punizione al minuto 112 dovette inchinarsi a Wembley, con l’agognata Coppa dei Campioni a finire nella bacheca del Barcellona allenato da Cruyff e che, oltre al numero 4 olandese, vedeva in Guardiola, Stoichkov, Miki Laudrup, Bakero e Julio Salinas le sue stelle. Prima di chiudere la parentesi amarcord, va completato il lavoro di sintesi sul Koeman giocatore, chiamato a guidare l’Everton tornato a nutrire ambizioni concrete dopo la svolta societaria. Salutato il Groningen, Koeman militò anche tra le file di Ajax, PSV e appunto Barcellona, prima di chiudere al Feyenoord nel biennio 1995-97. Nel suo palmarès da calciatore si contano 4 Eredivisie, 3 Coppe d’Olanda, 4 Liga, 1 Coppa del Re, 3 Supercoppe di Spagna, 2 Coppe dei Campioni (a Eindhoven la prima), 1 Supercoppa UEFA e l’Europeo del 1988 vinto in Germania Ovest con l’Olanda di Van Basten (74 le presenze totalizzate in Nazionale dal 1983 al 1994).

Veniamo adesso alla carriera da allenatore del nostro personaggio del giorno, una carriera avviata già nella stagione successiva al ritiro, quale vice dei ct Hiddink e Rijkaard in seno alla selezione orange. Dopo un anno Van Gaal lo vuole al Barcellona, nello staff che già annoverava José Mourinho e André Villas-Boas, e nel 1999-2000 il club catalano gli affida le chiavi della squadra B. L’anno dopo arriva la prima vera esperienza in panchina, al Vitesse: viatico ideale per guadagnarsi un quadriennio all’Ajax e una stagione cadauno al timone di Benfica, PSV e Valencia. Nel 2009 l’infruttuosa avventura all’AZ Alkmaar, culminata con l’esonero dopo 5 mesi. Nel 2011 il ritorno in grande stile, alla guida del Feyenoord (da Alkmaar si porta dietro il pupillo Graziano Pellè, è andata così anche ai Saints e adesso lo scenario potrebbe riproporsi): tre annate positive che gli valgono la chiamata del Southampton per succedere a Mauricio Pochettino. Infine, storia di due giorni fa, l’ufficialità del trasferimento a Goodison Park. Nelle vesti di mister Ronald sinora ha conquistato 3 Eredivisie, 1 Coppa e 2 Supercoppe d’Olanda, 1 Supercoppa di Portogallo e 1 Coppa del Re.

“Sono molto eccitato per questa nuova esperienza, l’Everton è un club con una grandissima storia alle spalle, il che mi rende orgoglioso di esserne il nuovo manager. Ho avuto la fortuna di essere stato allenato da grandi professionisti, penso innanzitutto a Johan Cruyff che per me resta il migliore, ma ho imparato anche da tecnici come Rinus Michels, Guus Hiddink e Dick Advocaat. Io però sono Ronald Koeman, ho fatto il mio percorso e sono qui per fare qualcosa di speciale con l’Everton, possibilmente divertendo i nostri supporters. Per riuscirci però servirà compattezza: dirigenza, tifosi, staff e giocatori, tutto l’ambiente dovrà essere sempre unito come una famiglia. La Premier resta il campionato più duro, affascinante e, come abbiamo visto l’anno scorso, anche impronosticabile”. Queste le sue dichiarazioni più significative rese nei panni di nuovo coach dei Toffees, quell’Everton che – con il nuovo corso targato Moshiri – sogna a medio termine di tornare ai fasti del passato: i Blue del Merseyside nella loro storia si sono infatti laureati 9 volte campioni d’Inghilterra, vincendo anche 5 FA Cup, 9 Supercoppe inglesi e 1 Coppa delle Coppe. A Ronald Koeman implicitamente il compito di provare  a rincorrere almeno un trofeo, posto che sono passati 20 anni dall’ultimo successo. Una sfida dura, che forse solo un Rambo come lui poteva raccogliere. Questo perlomeno si augurano i supporters del club calcistico più antico della città dei Beatles.

Foto: Twitter Everton