Pazzini più Balotelli, una soluzione ci sarebbe
04/03/2014 | 13:40:00

Nelle scorse ore l’allenatore del Milan, Clarence Seedorf, è tornato sulla questione relativa alla possibile convivenza nel suo canovaccio di Mario Balotelli e Giampaolo Pazzini, chiudendo seccamente all’ipotesi. Al di là dell’annata deludente di Super Mario, che il Pazzo sia più idoneo a fungere da unico riferimento offensivo del 4-2-3-1 lo pensano in tanti, anche a prescindere dall’ottima prestazione sfoderata contro la Juve, e probabilmente non a torto. L’ex centravanti di Samp e Fiorentina garantisce la profondità, spalle alla porta difende bene la palla – per quanto sia meno corpulento di Balo – ed inoltre ha sempre esibito una notevolissima rapidità di esecuzione.
Ma le affermazioni del tecnico rossonero stupiscono soprattutto perché, apparentemente, non tengono contro della storia di Mario.
È vero che, dal suo sbarco a Milanello, Balotelli è sempre stato schierato al centro dell’attacco, comportando tra l’altro l’inizio dei problemi di El Shaarawy, che prima del suo avvento faceva la differenza, libero com’era di svariare e di inserirsi per vie centrali. Ed è altrettanto vero che in Nazionale il Ct Prandelli lo utilizza parimenti nel cuore del reparto avanzato. Allo stesso tempo, non va sottaciuto come sia Mourinho che Mancini (quest’ultimo tanto all’Inter quanto al Manchester City) lo facessero spesso partire largo. E il ventitreenne bresciano d’adozione aveva ben impressionato.
Dal momento che Mario fatica a trovare continuità di rendimento, al contrario di Pazzini, perché allora non provare ad arretrare Balotelli sulla linea di Kakà e Taarabt? Forse sarebbe il caso di sperimentarla questa incompatibilità, il dubbio di poter trovare invece una quadratura perfetta andrebbe sciolto. A meno che dietro tale ostracismo non vi siano motivazioni di mercato, in tal caso iniziare a preparare mediaticamente il terreno per una cessione a giugno avrebbe un senso.