Pazzini: “A Wembley riuscii a fare tre gol, Chiellini all’epoca era il mio capitano. L’idea di gioco dell’Italia mi ha impressionato”

24/06/2021 | 10:20:34

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Era il 24 marzo 2007 e durante una sfida dell’Under 21 tra Inghilterra e Italia, Giampaolo Pazzini mise a segno una tripletta nella partita inaugurale del nuovo Wembley. L’ex attaccante, intervistato dalla Gazzetta dello Sport, ha ricordato quel momento e si è soffermato sulla sfida tra Italia e Austria che si disputerà proprio in quell’impianto sportivo. Il pallone di quella partita me l’aveva chiesti il museo di Wembley, risposi no per gelosia delle mie cose. Forse oggi direi sì. Non mi è più successo e non me l’ero neanche goduta davvero: troppo giovane, mi sono reso conto bene solo rivedendo le immagini in tv. Un gol come il mio? Beh, Immobile un gol così potrebbe farlo”.

Sull’Italia. “Per la filosofia offensiva della squadra: cerca il gol attraverso il gioco. E per i compagni intorno, centrocampisti tecnici che sanno sempre come metterti la palla e esterni che giocano a piede invertito: rientrando, cercano sempre anche il movimento dell’attaccante. Cosa mi impressiona? Direi in questi anni: idee di gioco molto precise e la sicurezza nel metterle in pratica. E’ un lavoro che parte da lontano, fatto con un gruppo che Mancini si è scelto, convocazione dopo convocazione. E in queste competizioni brevi il gruppo, il singolo che non va mai sopra il collettivo, fa la differenza. Mancini? Ha sempre cercato l’obiettivo massimo: vuole quel calcio, vuole vincere e certe cose la squadra le sente. Le trenta partite di imbattibilità non sono un caso: anche dopo le vittorie ha sempre alzato l’asticella e parlato di migliorare. Chiellini? Giorgio è un animale, e non si offenderà. Ha ancora una voglia, una cattiveria e una forza mentale che fanno la differenza e sono contagiose. E’ l’anima di questa squadra”.

 

FOTO: Twitter Serie A