Paulo Sousa: “Mario Suarez non convocato? Scelta tecnica”
25/11/2015 | 18:02:00

Tempo di conferenza della vigilia anche per Paolo Sousa, che domani alla guida della Fiorentina affronterà il suo ex Basilea nella decisiva trasferta di Europa League. Queste le principali dichiarazioni rese alla stampa dal tecnico viola: “L’esclusione di Mario Suarez dalla lista dei convocati? È una decisione dettata dal fatto che in Europa League ci sono meno scelte rispetto alla Serie A, di conseguenza abbiamo optato per quella che sembrava l’opzione più idonea alla partita di domani. Quanto ha influito il brutto primo tempo con l’Empoli nella scelta di non convocare Suarez? Non ha influito affatto. Che partita mi aspetto, conoscendo bene lo stadio? Una partita difficile, contro una squadra abituata a fare bene sia nel suo campionato che in Europa, che ha investito bene per arrivare alla finale di Europa League che si giocherà qui al St.Jakob-Park. Per quanto mi riguarda, provo sempre qualcosa di positivo, insieme abbiamo passato momenti bellissimi ed è sempre bello rivedere anche da avversario le persone con cui ho vissuto tante cose qui a Basilea. Che accoglienza mi aspetto? Io credo che in generale il più grosso riconoscimento che un allenatore possa avere viene dai giocatori, non mi aspetto nulla, ognuno può fare le valutazioni che vuole. Della Valle ha detto che va data precedenza al campionato? Non possiamo avere una preferenza. In una cultura di vittorie bisogna alimentarsi vincendo, non si può abbandonare l’idea della vittoria. Certo, siamo consapevoli di quello che un doppio impegno comporta. Noi vogliamo creare una certa cultura, per farlo bisogna essere focalizzati e allenarsi per vincere sempre. Il ruolo di Bernardeschi? Lui nasce come mezzapunta o punta, abbiamo lavorato da inizio stagione sul ruolo di esterno di centrocampo, la bravura di Federico è quella di avere l’attitudine ad acquisire dei concetti tattici per migliorare il suo approccio al gioco. Per questo, sia da esterno che in una posizione più centrale o avanzata può cercare di fare un tipo di gioco diverso. È un esempio per tutti gli altri. Poi il posto in campo dipende anche dal bisogno della squadra. Differenze tra Svizzera e Italia? Le differenze a livello culturale ci sono sempre e questa è una gioia che la vita mi sta dando e che mi aiuta anche a lavorare. In Italia sono stato accolto benissimo, se uno capisce cosa è il calcio: non si può piacere a tutti, io posso lavorare nel migliore dei modi, ma alla fine tutto dipende dai risultati. Se mi pento di aver lasciato il Basilea? Non sono uno che si pente, ma penso a migliorare continuamente. Sono molto contento per tutto quello che abbiamo fatto qui”.
Foto: Twitter Fiorentina