Parma, sparisce un club glorioso: le ricadute sul mercato

22/06/2015 | 15:57:00

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La mancanza di offerte in sede di trattativa privata comporterà la mancata iscrizione del Parma al prossimo campionato di Serie B, più in generale la cancellazione dei crociati dalla mappa dei campionati professionistici. Un dramma sportivo di proporzioni enormi per una città che da circa un quarto di secolo stazionava stabilmente in A: vette toccate negli anni 90, con in panchina prima Nevio Scala (Coppa Italia, Coppa delle Coppe, Supercoppa europea e Coppa Uefa), e poi Alberto Malesani (bis in Coppa Uefa e Coppa Italia e Supercoppa italiana). Da MelliOsio e Taffarel a Buffon, Thuram, Cannavaro, Crespo e Chiesa, passando per i vari Brolin, Zola e Tino Asprilla. Il tutto sotto la gestione Tanzi, conclusasi col famigerato crack Parmalat verificatosi tra il 2003 e il 2004. All’epoca il Parma riuscì a restare in piedi tra mille perplessità, fino all’avvento di Tommaso Ghirardi, salvifico inizialmente quanto nefasto a medio termine.

La sparizione del Parma comporterà inevitabili ricadute sul calciomercato: tutti i giocatori attualmente sotto contratto si svincoleranno, acquisendo la titolarità del proprio cartellino. Oppure, è il caso del pezzo pregiato Gregoire Defrel, diventeranno interamente di proprietà della squadra compartecipante (il Cesena nel caso dell’attaccante francese). Elementi come José Mauri, Cerri e Mirante saranno tesserabili a parametro zero, al pari di tanti loro compagni che vedremo ancora protagonisti tra A e B. A proposito del torneo cadetto, una squadrà dovrà essere ripescata…