Mazzola ricorda Corso: “Era il pupillo di Moratti. Godeva nel farci segnare”

21/06/2020 | 09:43:00

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L’ex bandiera dell’inter, Sandro Mazzola, ha rilasciato una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport in ricordo di Mario Corso, scomparso nella giornata di ieri. Di seguito alcune delle sue dichiarazioni.

“Non sapevo che Mario fosse ricoverato in ospedale e quindi sono rimasto ancora più addolorato. Perché abbiamo condiviso molta strada, non solo da calciatori ma anche nelle nostre vite successive. Da dirigente nerazzurro gli chiedevo di andare in giro ad osservare i giovani, per i quali aveva un occhio particolare. E quando Corso veniva a dirmi “quello è da prendere”, lo prendevo senza il minimo dubbio”.

“Gli devo tantissimi gol, davvero. Lui è stato esaltato dalla critica per la capacità di calciare le punizioni, le famose foglie morte, cioè un pallonetto liftato a scavalcare la barriera che poi planava all’improvviso lasciando di sasso il portiere. Certo, bravissimo in quello, ma il suo pezzo forte era il passaggio. Godeva da matti a mandarci a rete. Ci misi un po’ a capire le sue giocate a ridosso dell’area, poi realizzai che quando guardava a sinistra avrebbe passato a destra e viceversa. Il difensore ci cascava sempre e io, muovendomi in anticipo, arrivavo in area in vantaggio: dal suo piede felpato il pallone ti arrivava docile, con i giri contati. Metterlo dentro diventava un esercizio da scuola elementare.”

“Corso era il pupillo di Moratti: il nostro presidente stravedeva per lui, lo divertiva troppo. E glielo dimostrava spesso: ho ancora negli occhi il Mercedes Pagoda che gli regalò ad Appiano Gentile. Ci avevo fatto un pensiero anche io. Ma tutta la famiglia, devo dire, amava Mariolino. Lui aveva un carattere particolare, era di poche parole: bisognava capirlo.”

Foto: Sito ufficiale Inter