Mazzarri: “Il Cagliari mette adrenalina, sogno di far crescere questo club. Lazio? Saranno arrabbiati”

18/09/2021 | 15:35:47

article-post

Walter Mazzarri, nuovo allenatore del Cagliari, è intervenuto in conferenza stampa per fare il punto della situazione in casa rossoblù in vista della sfida di domani contro la Lazio. Di seguito le sue dichiarazioni.

Sul suo approdo a Cagliari

“Da tempo ho un rapporto di stima reciproca con il presidente, ma questa piazza mi ha stimolato. Specie dove c’è risonanza di pubblico, di pathos, di responsabilità. Una squadra come il Cagliari ti mette l’adrenalina addosso, è uno stimolo importante. Il mio sogno è, con un po’ di tempo e con un progetto intelligente, magari il prossimo anno cercare di crescere perché una piazza importante come questa si merita altro, più soddisfazioni che sofferenze. Qui è arrivato un Mazzarri umile e pronto a lavorare con la squadra, come l’anno della promozione a Livorno. Sono umile e motivato, voglio solo vincere come se fosse il primo giorno di carriera. Io sono un allenatore che guarda tutto, far rendere un giocatore poi fa rendere tutta la squadra. Un allenatore non può sottovalutare niente, ora c’è l’imbarazzo della scelta: la testa è importante, ho provato a dire le parole che pensavo potessero servire. In questi tre giorni ho fatto un accenno a tutto, domani vedremo le risposte. Qualcosina già me l’aspetto da subito, perché sono impattante fin da subito”.

Sui primi giorni a Cagliari

“Ho trovato un ambiente eccezionale, mi hanno accolto tutti bene, la struttura è davvero all’avanguardia. La sensazione è buona, il gruppo ha voglia di reagire dall’ultima sconfitta. Mi son sembrati tutti motivati, ma in 3 giorni non si può dire tanto. Il primo dato per capire questo sarà una partita importante come quella di domani. Noi dobbiamo creare un’anima in questo gruppo, anche un giocatore importante come Pavoletti verrà con noi anche se non so ancora quanto possa impiegarlo. Ci tengo che lui venisse con noi, più dal punto di vista della carica. Il minutaggio, essendo arrivato ora, non sono ancora riuscito a palparlo per bene: meno male che ci sono i 5 cambi, questo mi fa molto piacere”.

Sui suoi obiettivi personali

“In generale non amo i subentri, amo dare un’impronta dall’inizio: crederci sempre, non mollare mai, questo voglio che incarni il Cagliari il prima possibile. Domani ci sarà la mia prima verifica di questo. Non voglio pormi limiti, partita dopo partita: c’è prima la Lazio, poi l’Empoli, dopo la sosta penso di riuscire a capire le vere potenzialità reali di questa squadra. In tv si vede una cosa, dal vivo un’altra, ma lo dirò subito alla società”.

Sulla batteria di quinti a sua disposizione

“Credo di aver saputo allenare in diversi moduli, che ho adattato alle caratteristiche della rosa. È vero che ho usato più spesso il 3-4-3 o 3-5-2, ma ho usato anche altro: dobbiamo essere camaleontici, se cambiamo schema dobbiamo avere i codici. È facile che se impariamo i principi, siamo in grado di cambiare pelle anche a partita in corso, o di partita in partita. L’importante è conoscere bene i meccanismi specifici, per questo preferisco partire dall’estate per lavorare meglio”.

Sulla Lazio

“Una squadra così forte e abituata a stare ai vertici, dopo due sconfitte credo che sarà arrabbiata. Troveremo la miglior Lazio, poi a livello di condizione lo sa il suo allenatore. Dobbiamo rispettare questo avversario, ho parlato ai ragazzi dicendo loro di fare al meglio quello che abbiamo fatto in questi giorni. Il calcio regala belle sorprese se si fanno le cose bene, potremmo mettere in discussione anche il risultato di domani”.

Sulla partita

“Una squadra evoluta deve sapere quando fare una cosa o quando un’altra. Se c’è da soffrire dobbiamo farlo tutti, se siamo in possesso di palla dobbiamo far vedere tutto il nostro valore”.

Su Nandez

“Il calcio moderno ha bisogno di giocatori moderni: ora come ora, il suo ruolo migliore è stare sull’esterno il più possibile. Per me è bravo in tutti i ruoli, anche trequartista di qualità se riesco a convincerlo. Se il giocatore ha delle idee ma il giocatore le ha diverse, non si va lontano. Altre volte in passato sono riuscito a far esplodere altri giocatori. Ora vuol giocare in fascia perché penso che possa rendere al massimo”.

Sul lavoro da fare a Cagliari

“Mi sento come al primo anno di Serie A. Un po’ di carriera alle spalle la ho, non la nego, ma questo lo vedete voi, io penso a lavorare”.

 

Foto: Instagram Cagliari