Mazzarri: ” Da 23 anni il Napoli non stava così in alto”
28/02/2013 | 19:10:00
Conferenza stampa intensa quella di Walter Mazzarri alla vigilia della gara contro la Juventus. Volto disteso, molto scherzoso con i giornalisti, concentrato e consapevole di quello che può significare la partita del San Paolo. Questo quanto detto dal tecnico livornese:
Domani partita scudetto o solo una grande partita? “Per un addetto ai lavori non è una partita scudetto. Ci sono altre 11 gare, 33 punti dove può succedere di tutto. Sicuramente è una partita affascinante e sentita”.
La scelta di venire al San Paolo a fare l’allenamento? “Dopo tanto tempo è stato messo un manto erboso nuovo. A primo impatto sembra molto buono, peccato che non ci sia stato in passato. Purtroppo lo proveremo con una squadra che tecnicamente non è inferiore a noi”.
La scelta di Orsato? “Scelta graditissima, per noi gli arbitri sono tutti uguali. Orsato è un buon arbitro”.
Come ha detto Behrami, partita sospesa tra la lotta al primato e difesa del secondo posto, può essere una partita decisiva per capire le ambizioni? “Se usiamo un pò di equilibrio, ricordiamo che il Napoli da 23 anni non è nelle primissime posizioni per non dire che sono tre anni che si compete ai massimi livelli e questo dimentichiamo di dirlo ai tifosi”:
Quali sono le tue sensazioni, come arriva il Napoli a questa partita? “Se essere sfavoriti porta bene, noi lo siamo mentre loro sono favoriti”.
Come si affronta la Juventus? “Il Napoli scende in campo per fare la partita, poi se troviamo squadre che non ci permettono di giocare, cerchiamo comunque di dare il massimo sempre”.
Per gli sviluppi, per le prospettive che potrebbe rappresentare e’ la partita più importante della tua carriera? “No, non credo. Ne ho fatte tante, anche in champions. E comunque deve un orgoglio di tutti non solo per me. In breve tempo abbiamo raggiunto ottimi risultati, prima il Napoli è tornato in serie A, poi a metà classifica e nel giro di tre anni ha fatto un gran salto di qualità a competere con la Juventus, questo deve essere la partita di domani”.
Precisazione di Mazzarri su Calaiò: “Calaiò è gradito da me, l’ho voluto io, è il quarto attaccante e lui sa bene il ruolo che ha nella nostra rosa. Quando lo reputo opportuno è un giocatore che ci può essere utile, come ho fatto in Europa League, anche se li poi si è perso e non c’entra nulla Calaiò, li ha perso la squadra. Il ragazzo è utile alla squadra come lo sono tutti che si consigliano e si aiutano”.
All’andata hai detto la frase, la partita chiave è quella del ritorno: “Io non l’ho detto- è una forzatura precisa il giornalista e Mazzarri ride – Io ho detto che ci sono due partite e il ritorno si sarebbe giocato al San Paolo, con tutto lo stadio pieno a nostro favore. Non è la partita chiave ma questa chance me la voglio giocare a casa mia”.
Ci sono stati risultati positivi nelle ultime gare ma non le prestazioni? “Sulle prestazioni dei giocatori non sono in linea con le vostre opinioni. Io guardo la prestazione della squadra.Visto che fai riferimento alle ultime tre partite, con la Lazio non mi è piaciuta la squadra e li è andata bene, con la Sampdoria se il campo sarebbe stato già rizollato avremmo sicuramente vinto, non è colpa dei ragazzi se la palla rimbalza male e infine l’Udinese la squadra ha fatto di tutto per vincerla. Addirittura Guidolin mi ha confidato di aver avuto tremendamente paura di perdere ma alla fine il Friuli è un campo difficile e in pochi hanno fatto bene”.
Quale teme di più tra Milan, Inter e Lazio? “Le temo tutte, sono tutte attrezzate per vincere”.
Cosa significa vincere? “Sarò il martello di sempre, penseremo subito al Chievo in ogni caso. Perchè se ci va bene non si dovrà sottovalutare la gara seguente. Tutte le gare valgono tre punti. Anche due anni fa si parlò di gara scudetto ed i giocatori entrarono timorosi non riuscendo a dare il meglio. L’esperienza l’abbiamo fatta, anche in Champions, ho detto ai ragazzi di entrare sciolti”.
La squadra non mette in condizione di far segnare Cavani: “Sicuramente, mentre prima quando faceva tanti gol era tutto merito suo. Al di là di tutto ero convinto segnasse già ad Udine, purtroppo è stata questione di centimetri sia all’inizio che sulla palla di Armero. I gol vengono naturali, conosce i movimenti di Cavani ma più ci pensa e più non fa gol. Lui è un bomber diverso, deve trovare il gol senza dare punti di riferimento, tagliare verso l’area, non può aspettare fermo in area di rigore come altri attaccanti”.
Un passo ulteriore di crescita? “Io parlo sempre di prestazione, ma è difficile confrontarsi con voi quando va male per un episodio. Io penso che ad Udine è difficile per tutti e creare 4-5 palle gol non è da tutti. Andasse così direi lo stesso con la Juventus, non si può giudicare solo in base al risultato”.
Crescita mentale rispetto all’andata? “Se voi andate a ripercorrere la gara d’andata, tenendo presente che eravamo fuori casa, fino al momento del gol di Caceres su una marcatura persa eravamo almeno alla pari con loro. Abbiamo confermato in quell’occasione di essere una squadra tosta perchè segnarono su un angolo”.
Preparazione fisica condizionata dalla Supercoppa? “S’è dovuto fare un calendario particolare per la preparazione. In questo momento la squadra sta bene. Con le mie squadre è sempre capitato che quando migliorano i campi abbiamo sempre raccolto di più e siamo cresciuti”.
Pirlo decisivo, bisognerà limitarlo? “Se Pirlo può giocare al suo meglio la Juventus viene agevolata, così come quando a noi lasciano giocare Hamsik. La Juventus però è una squadra completa, non è solo Pirlo, ci sono movimento degli attaccanti per favorire gli inserimenti di Marchisio e tante altre situazioni”.
Il Napoli in casa ha fatto male alla Juventus con gli inserimenti? “Tutte le squadre da quel momento si sono messe a cinque dietro per chiuderci gli esterni. Perciò non si può paragonare con anni fa, quando c’era Lavezzi la Juve giocava a quattro ed era tutto diverso. Anche noi abbiamo cambiato tante cose”.
Maradona ha spinto io il Napoli, è stato importante per la squadra? “Diego fa sempre bene a Napoli, ha fatto la storia. E’ un uomo intelligente, grande comunicatore, ha fatto bene a venire e spero ci possa portare bene. Lo ringrazio, è stato anche delicato nei miei confronti e glielo dico pubblicamente”.
C’è bisogno della classe dei migliori come fatto dalla Roma? “I migliori devono metterci più cattiveria, ma la Juventus vista con la Roma era un’altra squadra, tra l’altro avevano due giorni dopo Glasgow mentre adesso sono al top e l’hanno preparato al massimo con i migliori giocatori”.
Juventus spavalda nelle dichiarazioni e senza paura del San Paolo? “Non ho bisogno di appelli ai tifosi, ma spero che anche in eventuali difficoltà ci possano sostenere. La Juventus è forte bisogna riconoscerlo, ma non sempre i più forti vincono. Tutti insieme proveremo a superarli. Spero si possa tornare a sentire la terra che si muove al San Paolo”.
Che percentuale ha la Juventus di vincere lo scudetto? “Non rispondo a queste cose, viviamo di giorno in giorno”.
Insigne ha raggiunto la maturazione? “Sta crescendo nel migliore dei modi. Ad Udine ha fatto bene, partirà dalla panchina perchè è una gara particolare, poi c’è l’esperienza di Pandev che ha la gamba fresca e può fare bene. Tra l’altro Insigne ha giocato tutta la gara ad Udine”.