Mancini: “Nel 2018 non c’era nessuno che ci dava una lira e tre anni dopo abbiamo vinto l’Europeo”
28/09/2026 | 17:44:16

Roberto Mancini, a poche ore dal fischio d’inizio a Bursa contro la Turchia, torna a parlare ai microfoni di Radio Rai: “Critiche? I giornali non li leggo e i social non mi interessano. La verità è che nel 2018 nessuno ci dava una lira, poi nel 2021 abbiamo vinto l’Europeo. Ci siamo riusciti senza fenomeni. Senza un Totti, un Del Piero, un Baggio, un Riva. Si può vincere anche giocando come una squadra”.
Su Kayode: “‘Un giovane sicuramente dà energia. Ha voglia di fare, è alle prime partite, credo che questo sia importante. I giovani non possono però avere l’esperienza di chi ha fatto 200 partite in serie A e nelle coppe”.
Sul confronto con gli altri sport: “Il calcio va male e c’è chi è felice che sia così, perché i calciatori sono persone che guadagnano tanto. Io penso invece che in Italia lo sport sia sempre stato importante, in tutte le discipline e a tutti i livelli. Io ho sempre seguito tutto, fin da ragazzino. Pallavolo, basket, atletica, tennis. Ci sono momenti con squadre migliori, che vincono, ma l’Italia ha vinto tanto anche in passato. Non vedo perché si debba fare sempre questo confronto”.
Su Barella: “Non è stato facile rinunciare a lui perché noi sappiamo il suo valore, però queste partite ci servono per conoscere i giocatori più giovani, che saranno quelli che dovranno accompagnare il nostro percorso nei prossimi anni. Se non li vediamo in partita, non posso farlo in due allenamenti: lì non si capisce se un calciatore è in grado o no di essere protagonista in certi match”.
Sul Belgio: “Col Belgio ho visto cose positive, non c’è nessuno da massacrare. Quello di stasera non sarà uno spareggio”.
Foto: X Italia