Leoni: “L’infortunio al crociato? Sarà successo per farmi diventare più forte. Chivu? Ti porta a dare il 200% in allenamento”

03/01/2026 | 12:30:30

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Il difensore del Liverpool, Giovanni Leoni, ha concesso un’intervista a La Gazzetta dello Sport. Queste le sue parole:
“L’infortunio del 23 settembre? Appena ho toccato terra ho detto a Conor Bradley, mio compagno di squadra: ‘Mi sono fatto il crociato’. Non mi era mai capitato ma è stata una sensazione strana, ho pensato ‘è quello, punto’. Un dolore grande, forte, il più forte che abbia provato nella vita. I pensieri in quei giorni e se ho pensato che rimanendo a Parma non sarebbe successo? No, questo non l’ho mai pensato, come non ho pensato di essermi infortunato perché qualcuno mi vuole male. Io credo che la vita riservi certe cose e il destino mi abbia portato a questo. A me stesso, dico: Sarà successo per farmi diventare più forte. Come nasce il Leoni calciatore? Ho cominciato da piccolo piccolo, quando vivevo a Roma. Mia mamma mi racconta che a 5 anni, quando ci siamo trasferiti a Padova, tiravo calci a qualsiasi cosa in casa. Non sono più riuscito a staccarmi dalla palla, anche se i primi giorni piangevo e non volevo entrare in campo. Timidezza. Piano piano sono riuscito a integrarmi e la passione per il calcio è cresciuta. Se la dislessia è stata un problema? Sì, certo. Quando leggevo un testo, alcune parole o lettere si invertivano. Quando mi chiedevano di leggere ad alta voce, facevo tanta fatica. Nel parlare sono sempre stato un po’ bloccato per la timidezza, che ora però è diminuita molto. Il fatto è che i compagni ti vedono sempre come diverso da loro. Faccio un esempio: quando fai le verifiche o i compiti in classe, se sei dislessico puoi tenere il tuo schema davanti agli occhi e gli altri dicono ‘lo vogliamo anche noi’. È stata complicata, mia mamma mi è stata sempre dietro tra compiti e visite, per capire perché facessi tanta fatica. Alla fine, abbiamo compreso. Chivu? Quando è arrivato al Parma, a febbraio, eravamo messi male. Chivu è bravissimo a creare legami con i calciatori, a parlare spesso, ridere, scherzare. Ti porta a dare il 200% in allenamento, anche perché sai che lui ci sarà sempre, se anche sbaglierai qualcosa non parlerà mai contro di te pubblicamente”.
Foto: sito Liverpool