Le parole di Buffon su Berlino, Barça, Allegri e Tevez
01/06/2015 | 19:25:00

Anche Gigi Buffon ha parlato al sito ufficiale dell’Uefa in vista della finale di Champions. Ecco le principali dichiarazioni rese dal capitano della Juventus: “Torno a Berlino dopo nove anni. Penso che le emozioni e le sensazioni saranno sostanzialmente le stesse. Di Allegri mi ha colpito la sua grande intelligenza nell’entrare nel nostro gruppo, nel cercare di capire quali erano le caratteristiche morali oltre che tecniche della squadra in ogni singolo soggetto. E sulla base di questo lui si è amalgamato, in questo è stato sicuramente intelligente e veramente bravo. In più ha anche dei meriti tattici perché ci ha stimolato a provare un qualcosa di alternativo, di diverso, che potesse farci rendere anche di più. Senza però rinnegare quello che è stato il passato, perché poi durante le partite, in alcuni frangenti, si ritorna a giocare come giocavamo prima. La finale di Berlino? Sicuramente se col Real Madrid avevamo un 35% di possibilità di passare il turno, chiaramente le possibilità di vincere la coppa contro questo Barcellona sono un pochino di meno. Questo lo sappiamo. Noi abbiamo una stima veramente illimitata per il Barcellona, però, come pensavo anche col Real, qualche arma per giocarcela o per provare a rendere il loro compito più difficile ce l’abbiamo. Personalmente è un grande obiettivo, perché la mia è una storia lunga. In mezzo a tutti questi anni di carriera ci sono state anche delle scelte molto complicate, molto difficili da prendere. E dopo nove anni, alcuni molto faticosi, arrivare a questi traguardi è un qualcosa di grandissimo e gratificante. Tevez? Carlos in questi due anni è stato una sorpresa incredibile, perché fin dal primo giorno si è integrato immediatamente con il gruppo e con il nostro modo di lavorare che sicuramente era diverso rispetto al calcio inglese e alla mentalità argentina. Inizialmente è rimasto un po’ spiazzato da queste modalità però si è messo immediatamente a lavorare in silenzio e a cercare di capire cosa gli si chiedeva. E adesso sa perfettamente cosa fare in qualsiasi momento della partita. E’ un grandissimo trascinatore e un grande uomo. Sono stato veramente felice di poter giocare con lui e di poterlo conoscere”.