L’album dei ricordi: Roma-Fiorentina, emozioni sulla A1
04/03/2016 | 13:49:35

Il piatto forte della ventottesima giornata di Serie A verrà servito in netto anticipo: già stasera i riflettori dell’Olimpico illumineranno infatti Roma-Fiorentina, lo scontro diretto tra le due squadre che attualmente occupano la terza posizione, l’ultima che consente di staccare l’agognato pass Champions League. Preliminare permettendo, s’intende. Si gioca di venerdì per consentire ai giallorossi di preparare meglio la trasferta contro il Real Madrid, valida per il ritorno degli ottavi di finale della massima competizione continentale. Qualificazione peraltro già sostanzialmente compromessa dal 2-0 patito in casa all’andata. Di contro, la programmazione non ha certo agevolato la Viola, scesa in campo lunedì sera contro il Napoli, oltre 48 ore dopo il successo centrato dalla banda Spalletti a Empoli. In buona sostanza Paulo Sousa ha avuto soltanto 3 giorni pieni, troppo pochi, per far sintonizzare i suoi ragazzi sulla partita che può realmente valere una stagione. Bizzarrie del calendario, prepariamoci ad un pieno emozioni lungo il tratto della A1 che collega le due città d’arte per eccellenza.
All’interno del nostro spazio amarcord, accendiamo come di consueto i fari su due gare di Serie A – disputatesi nella Capitale – rimaste impresse nell’immaginario collettivo, sempre nel pieno rispetto della “par condicio” dell’album dei ricordi.
Partiamo dal 26 novembre del 2000, il match cade all’ottava giornata del girone d’andata e gli occhi sono tutti per Gabriel Omar Batistuta, che per la prima volta incrocia da avversario, con relativo saluto commosso ai tifosi, quelli che per nove anni sono stati i suoi compagni. Capello è privo di Antonioli e Samuel, Terim lascia fuori Chiesa e schiera Nuno Gomes come unica punta. Il primo tempo scivola via senza grandi sussulti, sterile il predominio territoriale della Lupa, con Cristiano Zanetti, Totti e Batigol ad impensierire – ma non troppo – Francesco Toldo. La ripresa è ancor più avara di emozioni, con Cafu a predicare nel deserto sulla fascia e Rui Costa a gestire sapientemente tutti i palloni sradicati agli avversari da Cois. Finché, al minuto 83, i padroni di casa non la sbloccano proprio con il grande ex, che si coordina in perfetto stile e capitalizza nel migliore dei modi una triangolazione tra Zago e il neo entrato Guigou: destro di prima intenzione – e di collo pieno – da fuori area che si insacca sotto la traversa e fa venire giù lo stadio. Batistuta chiaramente non festeggia il suo nono gol in campionato, il ventesimo arriverà all’ultima giornata contro il Parma nella sfida che permetterà alla Roma di laurearsi campione d’Italia per la terza volta nella sua storia.
Arriviamo adesso al 25 aprile del 2012: data dell’ultimo exploit gigliato in Serie A sulle rive giallorosse del Tevere, a un ventennio di distanza dalla precedente vittoria (1-3 nel 1992 con a segno Voeller, Dunga e un doppio Bati). La sfida coincide con il 33° turno, ad affrontarsi due squadre non certo alla loro migliore stagione. La Roma sarebbe ancora in corsa per la Champions (alla fine nemmeno in Europa League si qualificherà), ma il progetto Luis Enrique è bello che fallito, in pochi dopo quell’annata avrebbero scommesso sul futuro a 5 stelle del tecnico asturiano. La Fiorentina arriva ancor peggio all’appuntamento, con una salvezza ancora da conquistare malgrado l’avvicendamento in panchina tra Mihajlovic e Rossi, con il vulcanico Delio che una settimana dopo verrà licenziato in tronco dai Della Valle dopo la famosa aggressione a Ljajic. Sarà Guerini a completare l’opera, ma un primo fondamentale mattone viene posto proprio all’Olimpico, con i toscani a imporsi per 2-1. La gara si mette subito in discesa per gli ospiti, per effetto del colpo di testa di Jovetic che al 2’ – su assist di Lazzari – scavalca Curci. Il portiere giallorosso tiene a galla i suoi, sventando in serie le occasioni capitate sui piedi dell’ex Cerci e dello scatenato Jo-Jo. I viola gestiscono bene anche nella ripresa ma al 71’ vengono beffati da una deviazione di Totti, che con astuzia e fortuna corregge alle spalle dello spiazzato Boruc una conclusione di Gago. Il Pupone si vede respingere dall’estremo difensore polacco il match point, ma a decidere al fotofinish è Lazzari, che al 92’ raccoglie la respinta di Curci sul tiro di Ljajic e piazza la sfera sotto l’incrocio. Prima del triplice fischio di Brighi arriva anche l’espulsione di Osvaldo, abulico come il compagno di reparto Borini, a rendere ancora più nefasto il pomeriggio per la formazione di casa.
Appuntamento alla prossima pagina dell’album dei ricordi…
Jody Colletti Twitter: @JodyColletti
Foto: almanaccogiallorosso.it