L’album dei ricordi: Milan-Inter, il ‘gran’ derby
31/01/2016 | 09:48:00

Ad illuminare il posticipo del ventiduesimo turno di campionato saranno i riflettori di San Siro, Scala del calcio vestita di rossonero per il derby di ritorno. Alla luce della pesante sconfitta dell’Inter allo Stadium, nella seconda semifinale d’andata di Coppa Italia, è ragionevole pensare che quella di stasera sarà l’ultima stracittadina meneghina della stagione: in finale di Tim Cup, salvo ulteriori miracoli dell’Alessandria, il Milan dovrebbe infatti trovare la Juventus.
Le due squadre si presentano all’appuntamento in condizioni diverse: il Diavolo nelle ultime tre partite ha totalizzato 5 punti, ma continua a stazionare nel limbo dettato dall’assenza di continuità, sia di prestazioni che di risultati. Sconfortante il trend dei nerazzurri nello stesso periodo: dopo il ko interno col Sassuolo, sono arrivati due pareggi per 1-1 contro Atalanta e Carpi.
Adesso però mettiamo da parte l’attualità. Come sempre, all’interno del nostro consueto approfondimento, ripeschiamo due partite rimaste scolpite nell’immaginario collettivo, avuto riguardo ai derby disputatisi in casa del Milan e sempre nel rispetto della “par condicio” dell’album dei ricordi.
Partiamo dal 20 marzo 1994, Milan-Inter è il match clou dell’undicesima di ritorno, all’interno di un campionato double-face sulle opposte sponde dei Navigli. Gli Invincibili di Fabio Capello, lanciati verso il terzo tricolore consecutivo, si impongono per 2-1 sui malcapitati cugini alla peggiore annata della loro storia in Serie A, con la salvezza che arriverà per un solo punto alla penultima giornata. In compenso i nerazzurri, con in panchina il tecnico della Primavera Giampiero Marini, promosso dal presidente Ernesto Pellegrini alla guida della prima squadra al posto di Osvaldo Bagnoli, vinceranno la loro seconda Coppa Uefa, superando nella doppia finale il Salisburgo. Mentre i rossoneri centreranno il doblete scudetto-Champions League, con il trionfo sul Barcellona di Cruyff nella finale di Atene. Il primo derby della Madonnina giocato in notturna sembra scivolare via senza grandi sussulti, eccezion fatta per una clamorosa palla gol sciupata da Bergkamp e una punizione al veleno di Jonk, disinnescata da Sebastiano Rossi. Ma dopo 50 secondi dal rientro in campo, dopo l’intervallo, i rossoneri passano in vantaggio grazie a un’autorete dello zio Bergomi, che corregge la traiettoria del debole sinistro di Savicevic e spiazza Zenga (oggi la rete sarebbe stata attribuita al Genio). Da una parte Simone e Boban sfiorano il raddoppio, dall’altra Totò Schillaci subentra all’acciaccato Fontolan, andato a fare compagnia in infermeria a Berti, fermatosi nel primo tempo. E proprio l’uomo simbolo di Italia 90, perennemente condizionato dalla pubalgia, con una zampata delle sue – su palla inattiva – regala il pari al Biscione all’86’. Sembra finita, invece Daniele Massaro tre minuti più tardi indovina una traiettoria velenosa dal limite e regala i due punti ai suoi.
Adesso ci catapultiamo al 30 agosto del 2009, il derby d’andata cade a fine estate e coincide con la seconda giornata. Il Milan di Leonardo viene dal successo esterno di Siena, l’Inter all’esordio ha balbettato, non andando oltre l’1-1 casalingo contro il Bari di Giampiero Ventura. Ma i pronostici della vigilia non avevano fatto i conti col fattore Wesley Sneijder, ufficializzato appena due giorni prima e subito lanciato nella mischia dal 1’ da José Mourinho, che presenta per la prima volta l’undici tipo che dominerà la scena arrivando a conquistare lo storico Triplete. Il trequartista olandese scalda subito le mani a Storari, prima che Ronaldinho si divori la palla dell’1-0 calciando in curva un rigore in movimento. Gol sbagliato, gol subito: splendida azione corale degli ospiti al 29’, rifinita da Milito per l’altro ex Genoa Thiago Motta che con un imparabile sinistro a giro sotto l’incrocio sblocca il risultato. Sei minuti più tardi Gattuso stende Eto’o in area di rigore, Rizzoli gli mostra solo il giallo, El Principe realizza dagli undici metri e Ringhio dopo un paio di giri di lancette “rimette le cose a posto”, facendosi cacciare per doppia ammonizione dopo aver falciato WS a metà campo. All’alba della prima frazione Maicon – devastante sull’out di destra – va via serenamente a Jankulovski, ottiene l’uno-due da Milito e chiude definitivamente i giochi infilando Storari con un preciso diagonale. Nella ripresa c’è gloria anche per Dejan Stankovic, a segno al 67’ con una bordata da trenta metri sulla quale nulla può il portiere rossonero. Una prova di forza schiacciante: quell’affermazione così eclatante inaugurerà la cavalcata trionfale dei ragazzi dello Special One.
Milan l’è un gran Milan, dicono i lumbard riferendosi alla città: speriamo di assistere a un gran derby. Operazione amarcord conclusa anche per questa settimana, appuntamento alla prossima pagina dell’album dei ricordi…
Jody Colletti Twitter: @JodyColletti
Foto tratte dal web