L’album dei ricordi: Inter-Napoli, dal record a Mazzarri
16/04/2016 | 00:10:00

Inter vogliosa di blindare la quarta posizione e pronta ad approfittare di altri eventuali passi falsi della Roma in chiave terzo posto, Napoli intenzionato a non perdere la scia della Juve e alla ricerca dei tre punti – malgrado l’assenza dello squalificato Higuain – anche per tenere i giallorossi di Spalletti a distanza di sicurezza, in vista dello scontro diretto del 25 aprile all’Olimpico: al di là dell’incrocio Mancini-Sarri a tre mesi dal “fattaccio”, questi gli ingredienti fondamentali del big match della trentatreesima giornata di Serie A, in programma stasera a partire dalle ore 20.45.
Diversi i momenti rimasti impressi nell’immaginario collettivo, avuto riguardo alle sfide di campionato disputatesi al “Meazza”, ne scegliamo come sempre due nel pieno rispetto della “par condicio” dell’album dei ricordi.
Pigiamo il tasto rewind fino ad arrivare al 28 maggio del 1989, giorno della festa scudetto dell’Inter dei record, che festeggia il suo tredicesimo titolo con quattro turni di anticipo. Le due squadre scendono in campo con gli undici tipo e Careca spaventa subito San Siro, trovando Zenga in vena di miracoli. Al brasiliano risponde il pari ruolo argentino Ramon Diaz, che incoccia di testa la traversa sugli sviluppi di una punizione di Brehme. Al 36’ il funambolico centravanti carioca porta in vantaggio il Napoli secondo in classifica e fresco vincitore della Coppa Uefa, stoppando a seguire lo spiovente di Renica e calciando forte di controbalzo: golazo, pallone all’angolino alto là dove l’Uomo Ragno non può arrivare. Dopo 4 minuti dal rientro in campo la Beneamata pareggia con una bella volée di Nicolino Berti (oggi il gol sarebbe stato assegnato a lui) deviata da Luca Fusi alle spalle del compianto Giuliano Giuliani. Lo scatenato Careca, liberato al tiro da Maradona, va ad un passo dalla personale doppietta ma il suo sinistro dal limite colpisce il palo. All’84’ l’apoteosi nerazzurra, a firmare il tricolore è Lothar Matthäus con il suo marchio di fabbrica: fucilata su punizione e 70.000 cuori in visibilio. Al triplice fischio di Agnolin è tripudio vero: Trap in trionfo, scritta la storia dell’era dei due punti.
Analizziamo adesso quanto accaduto sabato 1 ottobre del 2011: incontro che cade alla sesta giornata del girone d’andata, orfano dei due bomber Milito e Cavani. Il Biscione ha già cambiato allenatore, con Gian Piero Gasperini defenestrato e Claudio Ranieri salito sul treno in corsa, ma i padroni di casa rimediano ugualmente una pesante sconfitta per mano del Napoli, che con Mazzarri al timone torna a battere i nerazzurri sul proprio terreno di gioco dopo ben 17 anni. Forlan, Pazzini e Zanetti fanno correre brividi veri alla retroguardia azzurra, dall’altra parte Zuniga spreca per due volte la palla dello 0-1. Al tramonto della prima frazione la svolta: Obi, già ammonito, atterra Maggio (contatto fuori, ma l’esterno cade in area), Rocchi mostra il secondo giallo al nigeriano e indica – erroneamente – il dischetto. Hamsik si fa parare il rigore da Julio Cesar, ma sulla ribattuta il più lesto di tutti è Campagnaro che fredda di prima intenzione l’Acchiappasogni. All’11’ della ripresa gli ospiti la chiudono con Maggio, che capitalizza il lancio di Inler e, soprattutto, la clamorosa dormita di Nagatomo per scavalcare Julio in uscita con un morbido lob. Zuniga fallisce inopinatamente il terzo gol, calciando in curva a porta spalancata su assist di Marekiaro, più che un rigore in movimento. Ma poi è lo stesso slovacco a far calare definitivamente il sipario, con un preciso piattone in seguito ad una ficcante verticalizzazione di Lavezzi. Le due compagini si classificheranno in zona Uefa, rispettivamente al 6° ed al 5° posto, ma i campani riusciranno a vincere la Coppa Italia, negando così il double alla prima Juve di Conte.
Operazione amarcord conclusa anche per questa settimana, appuntamento alla prossima pagina dell’album dei ricordi…
Jody Colletti Twitter: @JodyColletti
Foto: serieaddicted.com