L’album dei ricordi: Inter-Lazio, emozioni assicurate

20/12/2015 | 00:01:00

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La Serie A va in vacanza, quest’anno saranno ben i 17 giorni di pausa in concomitanza con le festività natalizie. L’ultima partita che troveremo sotto l’albero sarà il posticipo della 17ª giornata, che vedrà affrontarsi al “Meazza” Inter e Lazio. Due squadre che stanno attraversando momenti opposti: la Beneamata è in testa alla classifica con 4 lunghezze di vantaggio su Napoli e Fiorentina, mentre i capitolini di Pioli annaspano nella seconda metà della classifica e nelle ultime sette uscite hanno raccolto la miseria di 2 punti. Oggi, all’interno della nostra rubrica settimanale, ripeschiamo due delle sfide disputatesi a San Siro rimaste maggiormente impresse nell’immaginario collettivo, nel pieno rispetto della “par condicio” dell’album dei ricordi.

 

Riavvolgiamo il nastro fino al 22 gennaio del 1989, 14ª d’andata di Serie A: l’Inter capolista, che a fine stagione festeggerà lo scudetto dei record, si presenta all’appuntamento alquanto incerottata, in particolare con il centrocampo ridotto all’osso alla luce delle contestuali assenze di Berti, Bianchi e Fanna, infortunatosi nel riscaldamento. Il Trap – all’epoca le rose erano esigue e le panchine cortissime – è costretto ad avanzare Andrea Mandorlini a centrocampo, schierando nel suo ruolo (di libero) Verdelli, affiancato a Riccardo Ferri al centro del retroguardia. Con Diaz e Serena non in giornata, è proprio il riccioluto difensore, recentemente allontanato dalla panchina del Verona (doveroso appiglio ai giorni nostri), a risolvere la contesa, svettando imperiosamente di testa al 40’ del primo tempo su calcio piazzato di Matthaeus. Nella Lazio di Materazzi si mettono in evidenza il 20enne gioiellino Di Canio, espulso nel finale per doppia ammonizione, e il mancino uruguaiano Ruben Sosa (che tre anni più tardi si trasferirà proprio ad Appiano Gentile): Walter Zenga nel finale dirà di no ad entrambi, salvando il risultato.

 

Adesso voliamo idealmente al 18 ottobre del 1998, la sfida coincide con il 5° turno del girone d’andata. Ancor più numerose le defezioni: Baggio e Ronaldo da una parte; Nesta, Boksic, Vieri e Stankovic dall’altra. Ciò nonostante, ne esce fuori un confronto memorabile che corroborerà le velleità tricolori degli aquilotti, clamorosamente sfumate soltanto alla penultima giornata di campionato, con il decisivo sorpasso piazzato dal Milan di Zaccheroni. La gara si mette subito in discesa per gli ospiti, che passano in vantaggio al 1’ con una zampata di Salas, lasciato colpevolmente solo sugli sviluppi di un’arcuata parabola disegnata da Mihajlovic su punizione. Al 22’ i padroni di casa acciuffano il pareggio grazie a uno dei tanti ex di turno, l’olandese Winter, che riceve palla da Zamorano e toglie le ragnatele dal sette con una fucilata da fuori area. Al 36’ però Sergio Conceição anticipa tutti sul primo palo con un’incornata su calcio d’angolo, calciato naturalmente da Sinisa. Quattro minuti dopo è Roberto Mancini a battere per la terza volta Pagliuca con un bel destro di controbalzo su lancio illuminante di Favalli. L’espulsione di Diego Simeone, per fallo di reazione sul “mite” Fernando Couto, complica ulteriormente la vita agli uomini di Gigi Simoni. Ad inizio ripresa Conceição serve il poker, siglando la sua personale doppietta con un sinistro in diagonale; poi tocca a Nedved (rosso anche per lui nel finale) esibire la manita, dopodiché il neo entrato Ventola sigilla il definitivo 3-5 con due reti che non rendono meno amara la Caporetto nerazzurra.

Anche questa volta le emozioni dovrebbero essere assicurate, appuntamento alla prossima pagina dell’album dei ricordi

                                                                                                        Jody Colletti                 Twitter: @JodyColletti

Foto tratte dal web