L’album dei ricordi: Genoa-Samp, lampeggia la Lanterna
05/01/2016 | 00:45:00

La Befana inizia a fare le prove generali, volteggiando sulla inseparabile scopa, e per regalo ci riporta la Serie A che, smaltiti cotechino e panettone, torna in grande stile con il derby di Genova. Le cose non stanno andando per il verso giusto alla luce della Lanterna: il Grifone di Gian Piero Gasperini, reduce da quattro sconfitte consecutive, è scivolato fino al quartultimo posto e vanta appena due lunghezze di margine sul Frosinone. Mentre la Sampdoria, che si presenta all’appuntamento con quattro punti in più dei cugini, soltanto nel turno antecedente la sosta ha festeggiato la prima vittoria del nuovo corso, targato Vincenzo Montella.
Diversi i momenti rimasti impressi nell’immaginario collettivo, avuto riguardo alle sfide disputatesi in un “Ferraris” dipinto di rossoblu: ne scegliamo due nel pieno rispetto della “par condicio” dell’album dei ricordi.
Partiamo da domenica 1 ottobre 1989: Genoa-Samp cade alla settima di andata, all’interno di un campionato interlocutorio per le due massime espressioni pallonare della terra ligure. I blucerchiati però a fine stagione conquisteranno il loro primo – e finora unico – trofeo continentale, levando al cielo di Goteborg la Coppa delle Coppe (2-0 all’Anderlecht in finale, con doppia griffe di Vialli): il preludio più dolce al mitico scudetto che arriverà al termine dell’annata successiva. Franco Scoglio contro Vujadin Boskov, quasi superfluo sottolineare come lo spettacolo del derby ai tempi iniziasse dalle panchine, occupate da due personaggi indimenticabili che hanno marchiato a fuoco, con il loro inconfondibile stile, la storia del calcio genovese. I padroni di casa la sbloccano al 19’ della prima frazione di gioco: Urban mette in mezzo un palla tesa dal vertice sinistro dell’area di rigore, stop a seguire di Davide Fontolan che trafigge Pagliuca con un bel sinistro di controbalzo sotto la Gradinata Nord, letteralmente impazzita di gioia. Dopodiché entrano in scena i gemelli del gol: Gianluca Vialli pareggia i conti al 44’, incuneandosi come uno slalomista tra le maglie avversarie e prendendo in controtempo Gregori in uscita, con un chirurgico sinistro rasoterra; Roberto Mancini timbra il sorpasso al quarto d’ora della ripresa, ribadendo in rete la sfera respinta dall’estremo difensore genoano sul beffardo tiro-cross del riccioluto centravanti di Cremona.
Adesso con la nostra DeLorean attraversiamo un intero ventennio e apriamo il portellone sul 3 maggio 2009, quindicesima giornata del girone di ritorno. Gli uomini del Gasp cercano e trovano tre punti che tengono vivissime le speranze Champions, poi sfumate a causa degli scontri diretti che premiano la Fiorentina come quarta classificata a pari punti. Sul campanile rimbombano i tocchi del vice capocannoniere Diego Milito che, prima di trasferirsi all’Inter per trascinarla al Triplete, regala ai supporters di fede rossoblu una tripletta da consumato opportunista: zampata sugli sviluppi di un calcio d’angolo per l’1-0 alla mezzora, interno calibrato – post fortunoso rimpallo – per il nuovo vantaggio al 28’ del secondo tempo e comodissimo tap-in a porta vuota, al minuto 93, all’esito del contropiede due contro zero orchestrato da Palladino. Il Principe si porta a casa il pallone e oscura decisamente gli appannati Cassano e Pazzini; di Campagnaro (poi espulso nella nervosissima ripresa, al pari di Ferrari e Thiago Motta) il momentaneo ed effimero 1-1 del Doria di Mazzarri.
Operazione amarcord conclusa, appuntamento alla prossima pagina dell’album dei ricordi…
Jody Colletti Twitter: @JodyColletti
Foto: museosampdoria.com