Juve, un nome al giorno non serve. L’arrosto sì
07/05/2014 | 18:25:00

Dunque, riepiloghiamo perché è un giochino divertente: la Juve avrebbe sondato Drogba, preso o quasi Sanchez, strappato il sì a Nani, corteggiati tre esterni sinistri in dieci ore, un centrocampista centrale, passando per Mandzukic, Di Maria eccetera eccetera. Su Cuadrado erano state date certezze, forse senza un minimo di rispetto per la Fiorentina e per i tifosi viola, ma funziona così quando emerge il super ego (delle invenzioni). Se non fosse per questo motivo, oggi D’Ambrosio sarebbe del Milan, Julio Cesar il portiere del Napoli e Mazzarri l’allenatore della Roma. Qualcuno si diverte così, da anni: va benissimo perché aiuta chi il mercato lo tratta con rispetto (per i club) e certezze (per i tifosi) . Evitando poi di chiosare con un “ma l’avevo detto, ne parlo da mesi, avevate dubbi?”. Certo, facendo la lista di tutti i disponibili sul mercato un paio li prendi di sicuro, anche più di un paio… Dipendesse da un nome al giorno, la Juve avrebbe costruito l’organico anche per le prossime tre stagioni. Adesso bisogna passare all’arrosto perché, inutile fare troppi giri di parole, è l’unica strada possibile per rinsaldare il rapporto con Conte. Certo, lo stress di tre anni si avverte, l’allenatore lo ha detto in modo chiaro e forte. Ma se lo conosciamo un po’ è anche una scorciatoia per avere una Juventus più forte. L’arrosto, dunque, senza perdere troppo tempo.