Juve, comunque vada è stato un successo. Ecco perché

23/04/2015 | 16:20:00

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Montecarlo sbancata: dodici anni dopo in casa Juve si festeggia la qualificazione ad una semifinale di Champions League. Il famoso tavolo da 100 euro cui Antonio Conte mai avrebbe pensato di potersi sedere, aspetto evidenziato anche ieri sera nel corso delle rituali interviste del dopo partita.

Massimiliano Allegri c’è riuscito, al netto di qualsiasi ragionamento su benevolenza dei sorteggi e strategia attuata dai bianconeri al “Louis II” contro il Monaco, dipendente anche dalle non buone condizioni fisiche di Vidal e Tevez, ricordando sempre la perdurante assenza di Pogba.

Oltretutto, consentitecelo, non si capisce perché mai Mourinho e Simeone (gli unici due stranieri capaci di impostare una partita per lo 0-0, sperando di ricavare poi un 1-0 grazie al classico episodio) vengano dipinti come fini strateghi e incensati per il medesimo aspetto per il quale gli allenatori italiani, dalla notte dei tempi, ricevono critiche ad ogni latitudine.

Suvvia, un po’ di sano machiavellismo non guasta mai, nel calcio come nella vita.

La Vecchia Signora è dunque rientrata nella Top Four, un passaggio fondamentale per riacquisire un minimo di “consapevolezza europea”. E domani dall’urna di Nyon uscirà un’avversaria difficilissima, considerato che Bayern Monaco, Barcellona e Real Madrid rappresentano l’élite assoluta a livello mondiale, compagini storicamente avvezze a disputare incontri di tale levatura. 

Senza scomodare mister 100 milioni Gareth Bale o rimembrare i 93 investiti per Cristiano Ronaldo, la Juventus sarà abbinata in ogni caso a una corazzata economica che si è già permessa (o potrebbe comunque permettersi in futuro, il riferimento è al Bayern) di sborsare anche 80-90 milioni per il cartellino di un singolo giocatore (pensiamo ai vari Suarez, James Rodriguez e, a quanto sta emergendo in via giudiziale, Neymar), cifra con la quale a Torino hanno costruito tutto l’attuale undici titolare, euro più euro meno.

No, non stiamo scherzando, ecco in  breve il quadro.

Eccezion fatta per Buffon, Chiellini e Marchisio, già organici, la formazione tipo (a seconda del modulo difensivo prescelto) contempla Bonucci (15,5 milioni), Barzagli (300.000 + bonus), Evra (1,6 milioni + bonus), Lichtsteiner (10 milioni), Pirlo (parametro zero), Pogba (parametro zero), Vidal (10,5 milioni + bonus), Morata (20 milioni), Tevez (9 milioni + bonus) e inseriamo ad abundantiam anche Pereyra (15,5 + bonus, quando verrà esercitato il diritto di riscatto) e Llorente (parametro zero). Il totale è pari a 82,4 milioni più spiccioli a titolo di bonus.

Numeri che parlano. Lodi, lodi, lodi a Beppe Marotta e al fido Fabio Paratici.

Tralasciando per il momento l’ulteriore abisso esistente in materia di stipendi dei calciatori e fatturati annui delle società. Al riguardo snoccioliamo solo un dato: al netto il monte ingaggi complessivo della Juve è pari a 59,5 milioni di euro. Con la medesima somma i tre competitors pagano i rispettivi 3-4 elementi più patinati.

Dal punto di vista squisitamente tecnico è difficile sbilanciarsi: magari andrebbe evitato il Bayern schiacciasassi e sarebbe meglio pescare un Real ultimamente interessato da più di una defezione. Squadre con le quali Madama negli anni scorsi si è misurata in Champions, a differenza del Barcellona. Ecco, un incrocio con Messi e compagni sarebbe affascinantissimo.

Insomma da adesso in poi la Juventus, un Davide contro tre Golia, avrà realmente poco o nulla da perdere. E una doppia sfida del genere, sui 180 minuti, non potrà che far bene alla mentalità, all’appeal e al dna di un club che in Europa, a causa delle troppe finali perse in passato, ha raccolto sempre molto meno di quanto realizzato all’interno dei confini nazionali.

Di certo servirà l’approccio giusto, tenendo presente che ai massimi livelli pesano infinitamente le giocate dei singoli e che, di conseguenza, chi annovera più campionissimi in rosa gode dei favori del pronostico.

Niente ansia, però. Solo serenità e una certezza: Juve, comunque vada è stato un successo. Al di là del fiume di milioni (già 73) che, quest’anno, l’Uefa verserà anche nelle casse della società di Corso Galileo Ferraris.

                                                                                                                        Jody Colletti      Twitter: @JodyColletti