Italiano: “Tutto congelato per Salah. Milan? Un solo contatto. Bologna? Senza Europa non potevo restare”

30/07/2026 | 11:08:00

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Vincenzo Italiano ha scelto di andare all’estero, e al Besiktas, dopo la tripla esperienza in Serie A sulle panchine di Spezia, Fiorentina e Bologna. Da Istanbul ha raccontato il primo impatto con la città e con l’ambiente turco, le sirene del Milan e la voglia spasmodica di giocare in Europa. Ecco le parole rilasciate a La Gazzetta dello Sport.

L’impatto con il Besiktas: “Club top, con organizzazione super, un centro sportivo perfetto e un ambiente incredibile: spinge dal 1’, così caldo non l’avevo mai visto o vissuto. Esaltante. Stasera c’è la seconda gara col Midtjylland, poi se passiamo avremo un’altra gara e i playoff di Europa League. Ma se dovessimo uscire, entreremmo nei preliminari di Conference. Il club mi ha chiesto l’Europa, l’una o l’altra. Sono tarantolato, finisco la gara quasi più stanco di alcuni giocatori. Non posso stare fermo. L’inizio qui mi ricorda molto quello di Bologna: squadra da completare, molti giovani in ritiro…”.

Sulla voglia di dare fastidio al Galatasaray: “Magari. In campionato dobbiamo dare fastidio al Galatasaray che vince da quattro anni di fila. La squadra è forte, se riusciamo a prendere due-tre giocatori lo saremo ancora di più”.

Su Trossard, già ufficializzato, e sul sogno Salah: “Trossard? Super: arriva ai primi di agosto. Salah? Per ora è tutto congelato, per ora. Ma con noi c’è Kokcu, un grande capitano”.

Sul Bologna: “Potevo benissimo continuare ma in alcune storie si va avanti e in altre no. Non c’era più l’impegno europeo, ed essendo abituato negli ultimi 5 anni a farlo, beh, era diventato importante per come sono fatto io. E poi diciamo che un mini-ciclo era giusto che si concludesse: l’aria nuova può fare bene a tutti. Ho deciso di lasciare il Bologna quando siamo usciti dall’Europa, a Birmingham. Nella mia testa c’è sempre stato un Bologna europeo ma capito che non l’avremmo più fatta per quest’anno, beh, ho considerato il mini ciclo chiuso”.

E sul Napoli: “Con De Laurentiis c’è sempre stata una stima reciproca. Si fanno delle scelte e loro hanno preso un grande allenatore. Ma confermo che non me ne sono andato da Bologna perché ero in parola col Napoli. È stata un decisione presa a prescindere”.

Sulle sirene rossonere: “Solo dopo la vittoria della Coppa Italia. Il mio primo trofeo ha creato un entusiasmo a Bologna e in me che avevo emozioni da non trascurare. Volevo riviverle e sono rimasto”.

Infine, un pensiero sulla Fiorentina: “Fiorentina e Bologna mi hanno dato la possibilità di farmi conoscere e quindi pure di venir chiamato da una big come il Besiktas. La Fiorentina di oggi? Non è più la ‘mia’ Fiorentina, mancano tre persone che per me erano cardini”.

Foto: X Besiktas