Inter, il bel gioco non sempre premia

19/11/2021 | 11:13:06

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Quando mettere sotto l’avversario senza segnare serve a poco

 

Ogni squadra di Serie A ha un difetto, persino l’Inter di Inzaghi che in campo nelle ultime settimane ha offerto al grande pubblico un calcio molto bello a vedersi ma poco concreto. Capita infatti (e forse sta capitando troppo spesso) che al dominio territoriale e a livello di occasioni create non corrisponda quasi mai una vittoria. Detto diversamente, i nerazzurri davanti alla porta fanno cilecca, e la cosa peggiore per loro è che ci arrivano spesso e volentieri e con estrema facilità. Questa cosa è successa con il Milan, ma anche con la Lazio e persino con il Real Madrid in Champions League. I Blancos, onestamente, dopo il primo tempo disputato in quel di San Siro meritavano di essere sotto per 1 o 2 goal a 0, e invece alla fine hanno vinto all’ultimo minuto per 0 a 1! Al di là di quell’improvviso calo psico-fisico da parte della Beneamata, su cui oggi è stata messa una pezza, tranne che negli ultimi 10 minuti del derby della Madonnina, c’è ancora una mira da correggere. Sì perché i nerazzurri, e Lautaro in primis, sono soliti divorarsi incredibili palle goal, e non è una novità perché questa cosa si verifica ormai da inizio stagione. La cosa buona è che proprio rispetto a inizio stagione la squadra gioca decisamente meglio, ma, si sa, il bel gioco non sempre premia, e di sicuro non nel caso dell’Inter, che allo scudetto ci crede ancora nonostante il distacco dalla vetta. Dunque urge fare qualcosa per provare a scrivere importanti pagine sportive, almeno in Italia.

 

Un “vizio” a tinte nerazzurre

 

Contro il Milan in particolare si è rivista la solita Inter bella a metà, fin troppo padrona del campo e fin troppo sprecona sotto porta. Un mezzo capolavoro quello di mister Inzaghi, che deve necessariamente divenire un “capolavoro a tutto tondo”, sempre se i nerazzurri vorranno trasformarsi in una cinica macchina da goal per provare a recitare un ruolo da protagonisti quest’anno. Se questa è l’intenzione, la maggior parte delle occasioni d’ora in avanti dovranno per forza di cose tradursi in palloni depositati in rete, altrimenti non si andrà da nessuna parte in Italia e all’estero. Tutto l’ambiente comunque è conscio di questo fatto, in primis l’allenatore, che spingerà i suoi ragazzi a fare meglio in tal senso. In che modo? Lavorandoci in allenamento. D’altronde se lo scudetto non vuole essere solo un sogno, c’è bisogno di svoltare, di essere più letali, così da ottenere la seconda stella che sarebbe comunque nelle corde nerazzurre nonostante il distacco dalla vetta. Gli stessi scommettitori, che utilizzeranno la piattaforma OddsChecker per fare la differenza, considerando che tra le altre cose è un’azienda leader per quanto riguarda la comparazione dei bonus scommesse, non vedono l’ora di ottenere un’interessante gratificazione puntando proprio sulla formazione allenata da Inzaghi, a oggi non favoritissima per la vittoria del tricolore a causa delle “presenze ingombranti” di Napoli e Milan.

 

Una maggior rotazione in attacco?

 

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Non è che l’Inter per risultare più cinica in avanti dovrebbe ruotare maggiormente i bomber di cui dispone? Va bene in generale puntare forte su Džeko e Lautaro, ma considerando i tanti impegni a cui sono sottoposti soprattutto quando giocano per le loro Nazionali, non sarebbe meglio dare un più ampio minutaggio al determinante Correa e al guizzante Sánchez? Certo, anche loro come i colleghi di reparto devono sostenere trasferte importanti per tenere alto l’onore dei loro paesi, tuttavia un turnover sarebbe l’ideale per ridare benzina a un motore nerazzurro che davanti troppo spesso tende a incepparsi. Le “due riserve” di lusso del reparto avanzato hanno dimostrato abbondantemente di essere da Inter, dunque perché non schierarle? Inzaghi avrà anche i suoi buoni motivi nell’insistere con le solite bocche da fuoco, considerando che ha la possibilità di vedere tutti i giorni i suoi ragazzi da vicinissimo, tuttavia se fossimo in lui un pensierino su qualche sostituzione in più lo faremmo anche.