Il mercato che verrà, verso l’abolizione della comproprietà

13/02/2014 | 18:00:00

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Nelle ultime ore molto si sta dibattendo sulla svolta che dovrebbe interessare il mercato che verrà. Gli organismi preposti, Leghe di categoria in primis, stanno infatti vagliando l’abolizione dell’istituto della comproprietà.

Una formula che da anni caratterizza le sessioni estive e invernali della campagna trasferimenti, ma che attualmente è in vigore soltanto in Italia poiché non conforme alla disciplina generale regolamentata da Uefa e Fifa.

Indubbiamente, attraverso le compartecipazione, si contemperavano le esigenze di tutte le parti in causa, dalla società cedente, che manteneva il controllo del calciatore, a quella acquirente, che aveva tutto l’interesse a valorizzarlo, passando ovviamente per il diretto interessato.

Prima di mandare in pensione le comproprietà, però, occorrerà introdurre gli accorgimenti del caso al fine di offrire comunque ai club italiani la possibilità di concludere operazioni “garantite” che vadano al di là dell’aleatorio prestito, eventualmente con diritto di riscatto. Al vaglio, ad esempio, la “legalizzazione” dell’obbligo del suddetto diritto, strumento già diffuso nella prassi in aderenza ad accordi sulla parola, mentre dovrebbe prendere sempre più piede l’opzione automatica – in base a parametri predefiniti (presenze, minuti giocati, ecc.) – finalizzata al riscatto di elementi acquisiti a titolo temporaneo.

Non resta che attendere i prossimi sviluppi, quindi, ma di certo bisogna fare in fretta o eventualmente studiare un regime transitorio data l’elevata diffusione del fenomeno, che al momento vede i cartellini di oltre 150 giocatori della sola serie A detenuti equamente da due sodalizi.