Iannarilli, il portiere goleador diventato “invisibile”. Protagonista della promozione dei lupi, lontano dal campo da ottobre
12/04/2026 | 11:55:13

Ci sono storie che il calcio regala che difficilmente si possono spiegare. Una di queste è quella di Antony Iannarilli, da poco più di 12 ore nome che in Italia è sulla bocca di tutti i calciofili. Perché quando segna un portiere ovviamente la notizia fa il giro dei network. Iannarilli lo ha fatto al 95′ di Avellino-Catanzaro. Un colpo di testa vincente che ha regalato un punto ai lupi di Ballardini.
Iannarilli, classe 1990, è stato un protagonista della promozione in B dell’Avellino la scorsa stagione, titolare della porta, sicurezza e leadership.
In estate, per la B, arriva anche Giovanni Daffara, portiere della Juventus, in prestito in Irpinia, in rampa di lancio, ha fatto il terzo portiere nel Mondiale per Club dei bianconeri. Iannarilli parte titolare, poi, complice qualche problema fisico, da ottobre, non vede più il campo.
Ultima gara, un Avellino-Spezia 0-4 del 25 ottobre. Da allora, quasi 6 mesi fa, ha giocato Giovanni Daffara.
Iannarilli va in panchina, si siede, in silenzio, mai una polemica, accetta le scelte, ma aiuta la squadra. Non era contento, non perché non giocasse, ma perchè, come ha detto lui, era diventato invisibile.
Evidentemente poca sintonia con il vecchio allenatore, qualcosa si era incrinato, come ha detto il portiere, da quando c’è Ballardini, ancora non aveva giocato, ma almeno si sentiva parte del gruppo, come ammesso.
E la sua chance la sfrutta al massimo. L’11 aprile, Ballardini lo rimette in porta titolare, anche complice un problema a Daffara.
Ma da come ha ammesso Ballardini, Iannarilli sarebbe partito lo stesso titolare, anche senza problemi a Daffara. E Antony si prende la scena, chiude un calvario che dura 6 mesi. Al 95′ si fionda si quel pallone, colpisce di testa in tuffo e regala un punto pesantissimo ai lupi, facendo esplodere il popolo irpino.
E’ la chiusura di un cerchio, una gioia, una soddisfazione enorme. E non è nemmeno il primo gol, lui aveva segnato una decina di anni fa in un Gubbio-Grosseto. Ora, una nuova gioia, che lo proiettano nella storia del calcio italiano (con Provedel unici portieri in attività con due gol all’attivo). Iannarilli ora vuole riprendersi la porta, a Ballardini le scelte da qui a fine stagione.
Questa la sua gioia in conferenza stampa: “Emozioni? Raccontarle a parole non è semplice. C’è tanta voglia di buttar via un po’ di sofferenza. C’è tanta voglia di dedicare il gol a chi mi ha sempre sostenuto, mia moglie e mio figlio. Sono stati 168 gol al di fuori da tutto, non è stato facile, sono stato ripagato di tanti sacrifici. Il periodo è stato duro, quando si torna a casa c’è sofferenza e frustrazione. Io ho sempre lavorato al massimo, non ho mai saltato un allenamento, anche quando ero invisibile. Ringrazio mister Ballardini, da quando c’è lui mi sono sentito più partecipe, più nel gruppo. Credo che mi ha visto come mi alleno. Non voglio fare polemiche, ma la meritocrazia paga sempre, quando si fanno le cose fatte bene non c’è scampo”.
di Marco Costanza