Gravina: “Siamo molto indietro a livello di infrastrutture per Euro 2032, c’era il rischio di non essere ammessi. Mancini? Una ferita ancora aperta”
17/10/2023 | 13:30:12

Il presidente Gabriele Gravina, all’evento Italia-Inghilterra, derby d’Europa, ha parlato anche della questione Euro 2032:
“Siamo ancora molto indietro sulla questione stadi. L’organizzazione dell’Europeo del 2032 è una opportunità, una occasione che viene presentata al nostro paese. Una occasione che arriverà 42 anni dopo Italia ’90. Dobbiamo sensibilizzare tutti e capire che la costruzione delle infrastrutture in Italia non può arrivare con l’elargizione di soldi a fondo perduto da parte del Governo Italiano. Abbiamo portato a casa un risultato che qualcuno etichetta come risultato a metà, ma io credo sia importante condividere questo Europeo con la Turchia anche a livello culturale. Lavoriamo con un’altra potenza del Mediterraneo per abbattere le distanze attraverso un evento. Il 2032 lo dobbiamo considerare una sorta di specchio in cui vedere i nostri limiti. Dobbiamo porre rimedio a questi limiti e sbloccarci a livello mentale e lo stadio è uno degli strumenti più importanti per valorizzare il brand del calcio italiano. Da parte nostra c’è massima disponibilità, faremo in modo che ci sarà meno burocrazia e un ente pratico per accelerare la costruzione degli stessi. Qualche giorno fa ho avuto il piacere di inaugurare il Viola Park e devo dire che è meraviglioso, non c’è un centro sportivo migliore. Firenze, Bologna, Cagliari, c’è fermento a Roma: qualcosa sul fronte stadi, qualcosa si muove”.
Sulla collaborazione con la Turchia: “Abbiamo dovuto preparare un progetto con garanzie sugli stadi che non avevamo, c’era il rischio di non poter essere ammessi e quindi in tempi non sospetti ho avviato questa cooperazione con la Turchia. Pensiamo che favorire questo processo di cooperazione potrà dare ancora maggiore valore al calcio. Il calcio può abbattere qualsiasi barriera, consente ai popoli di avvicinarsi”.
Su Mancini: “Sotto il profilo sportivo è tutto alle spalle. Voglio ancora una volta ribadire la ferita che ancora non ho superato, un’amarezza che sul piano umano non si riesce a rimuovere. Avevo con lui un rapporto di massima disponibilità e la sua è stata una modalità inusuale. Spalletti? In quattro giorni abbiamo centrato un risultato importante sotto il profilo sportivo, ho apprezzato subito le sue modalità sportive e tecniche. Ora capisco perché Napoli ha centrato quel risultato importante, non è facile vincere uno Scudetto a Napoli dopo 33 anni. Oggi sono entusiasta perché ha portato in Nazionale un entusiasmo contagioso che stanno vivendo tutti, soprattutto i calciatori. Lo devo ringraziare perché quando si avvia un rapporto con un tecnico ci sono molte riflessioni da fare, ma lui mi ha dato carta bianca e non mi era mai capitato”.
Foto: sito uff FIGC