Football Cover: Totti e Toni, come il buon vino…

14/01/2015 | 11:40:00

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Football Cover, la rubrica dedicata ai personaggi, ai momenti, agli episodi del nostro calcio

 

Spesso e volentieri si tende a storcere il naso dinanzi ai giocatori dall’età avanzata che decidono di proseguire la carriera agonistica su alti livelli. Chi parla di campioni stagionati destinati a vivere di rendita, chi dei giovani privati della luce della ribalta a causa di giocatori che avrebbero ormai fatto il loro tempo.

 

Quando però ci troviamo dinanzi a campioni del livello di Francesco Totti e Luca Toni è impossibile reggere la precedente tesi, in quanto ci stiamo riferendo a due tra i più grandi attaccanti italiani degli ultimi decenni. In molti li consideravano al capolinea soltanto qualche anno fa e invece eccoli qui a regalare perle di classe sopraffina, a lottare come leoni su ogni pallone vagante, a correre per 90′ e oltre, a vivere una seconda giovinezza.

 

Nelle ultime annate il Capitano giallorosso ha dovuto fare i conti con qualche acciacco fisico che avrebbe potuto condizionarne il rendimento nelle stagioni successive, ma sul campo nessuno se ne è mai accorto, perchè ha rappresentato l’esempio per i compagni, il modello da imitare per i nuovi arrivati e i ragazzi provenienti dal settore giovanile. Essere la Bandiera significa guidare la squadra verso il successo, aiutarla ad alzarsi dalle difficoltà, far comprendere cosa voglia dire indossare una maglia cucita addosso da quando si è ragazzino.

 

Luca Toni aveva segnato a raffica in una lunga carriera che vide festeggiare ai suoi goal i tifosi di Vicenza, Brescia, Palermo, Fiorentina, Bayern Monaco, poi qualcosa si era interrotto, brevi esperienze tra Roma, Genoa, Juventus e la parentesi in Dubai. L’età avanzava, i problemi fisici erano all’ordine del giorno, sembrava ormai essere giunti ai titoli di coda di una gloriosa carriera, invece c’era tutto il tempo, grazie ad un orgoglio e una voglia di non mollare mai da far invidia a qualsiasi altro collega in circolazione, per sorprendere ancora, conquistare le prime pagine dei giornali, far innamorare i tifosi di un’altra città dopo essersi ritrovato nella piazza viola.

 

Il Verona, grazie alla straordinaria gestione Mandorlini, ha abbandonato la Lega Pro e il torneo cadetto, ha riconquistato la massima serie, quel prestigioso palcoscenico che storia, blasone e piazza si meritano ampiamente. Luca Toni è diventato autentico protagonista di una stagione al di là di ogni più rosea aspettativa, guidando una neopromossa a sfiorare addirittura un piazzamento in Europa League, sfuggito matematicamente soltanto nelle ultime giornate.

 

In estate sono partiti potenziali campioni come Iturbe e Romulo dopo la cessione di Jorginho lo scorso gennaio, la società ha dovuto rivoluzionare la squadra dei miracoli, ma al centro dell’attacco Toni non manca mai. E’ sempre lui a finalizzare la manovra dell’Hellas, a far respirare la squadra nei momenti di maggiore difficoltà, ad aprire gli spazi per i compagni. Con il Parma ha realizzato un grande goal da vero bomber d’area di rigore, anticipando di piede sul primo palo la tentata chiusura di Paletta. Un goal pesantissimo che ha consentito ai veneti di ritornare al successo interno dopo 3 mesi d’astinenza.

 

Forse nessuna città in Italia diversa da Roma e Genova può sapere quanto possa pesare la sconfitta in un derby. Trovarsi dopo appena mezz’ora sotto di due reti contro una Lazio esaltante, capace di piegare una Sampdoria mai scesa in campo, costituiva un compito assai arduo. La Roma avrebbe potuto perdersi definitivamente, sgretolarsi, perdere completamente la bussola, rischiare una pesante debacle che avrebbe avuto ingestibili conseguenze in termini di classifica, a livello morale e ambientale. Ma si sa, quando il gioco si fa duro, i duri iniziano a giocare. Francesco Totti si è caricato la squadra sulle spalle, con tutte le sue paure e le esigenze di non perdere terreno in otttica Scudetto.

 

La sconfitta in finale di Coppa Italia brucia ancora, il tempo è trascorso dalla serata di Lulic, ma gli spettri si stavano nuovamente materializzando, ci ha però pensato il Capitano a far rivedere la luce nell’ambiente giallorosso. Una rete per riaprire la gara, un’altra di ottima fattura tecnica per tornare in parità. Sul 2-2 la sponda giallorossa avrà sognato l’impresa, lo storico sorpasso per 3-2, la parte laziale ha sfiorato la vittoria facendo leva sull’orgoglio e la rabbia nel finale, il risultato non si è più schiodato dal pareggio. Dal campo Francesco Totti è uscito vincitore, le epoche cambiano, le vecchie generazioni possono lasciare spazio ai giovani che avanzano, ma la classe non è acqua e non sente gli anni che passano. Si può correre sotto la propria curva, o realizzare un selfie, poco conta, la Bandiera trionfa sempre.

 

Diego Anelli Direttore www.sampdorianews.net