Football Cover: Torino, l’impronta di Ventura

04/02/2015 | 21:07:00

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Football Cover, la rubrica dedicata ai personaggi, agli episodi, ai momenti del nostro calcio

 

Una classifica precaria, critiche sul mercato estivo dopo le partenze dei richiestissimi Immobile e Cerci, palesi difficoltà in fase realizzativa, una perdurante astinenza dal successo. Il goal di Bruno Peres non verrà mai dimenticato da ogni tifoso granata, una cavalcata dalla propria area di rigore conclusa con un diagonale imparabile per Buffon. Un goal da cartolina, un paio di chance per tentare addirittura il colpaccio allo Juventus Stadium, poi la perla di Pirlo dalla lunga distanza negli ultimi secondi del recupero. Brusco ritorno alla cruda realtà, a fare i conti con le difficoltà di una stagione ben lontana dalle attese.

Un momento delicatissimo gestito in maniera esemplare da mister Ventura, il quale è riuscito a mantenere compatto il gruppo, ad agire da scudo dinanzi alle critiche provenienti dall’esterno, andando alla ricerca, mattoncino dopo mattoncino, di una ripresa diventata oggi pura realtà. Sembrano lontani anni luce i patimenti e i timori di qualche mese fa. Dopo la rocambolesca sconfitta nel derby il Toro ha ritrovato continuità di risultati e prestazioni: 16 punti in 8 gare, in virtù di 4 vittorie e altrettanti pareggi. I granata si sono rivelati in grado di adattarsi al meglio ad ogni situazione, contro qualunque avversario, ricercando il risultato facendo talvolta la partita, giocando di rimessa in altre occasioni, affrontando gli scontri diretti e le sfide contro formazioni di superiore livello tecnico con la medesima concentrazione e consapevolezza nei propri mezzi.

Gli uomini di Ventura hanno patito il colpo della stracittadina, ma non hanno mai gettato la spugna, dimostrando carattere, personalità e voglia di non mollare mai, in primis nell’ostica gara casalinga con il Palermo. I punticini esterni sui campi di Empoli e Chievo hanno fornito ulteriori segnali di ripresa, il ritorno alla vittoria con il Genoa ha significato la fine del tunnel, soltanto la sfortuna e gli episodi hanno impedito il bis con il Milan, ma il filotto di successi è stato soltanto rinviato. L’exploit di Cesena, con il merito di essere riusciti a riportarsi in vantaggio dopo essere stati rimontati di due reti, e il blitz di San Siro effettuato nel tanto temuto recupero hanno riportato la classifica dei granata in linea con le aspettative di inizio stagione.

La cinquina rifilata alla sorprendente Sampdoria non soltanto rappresenta il terzo successo consecutivo, ma la conferma della ritrovata quadratura del cerchio. Quagliarella e quel feeling con il goal mai destinato a scomparire, un muro invalicabile chiamato Glik, Bruno Peresdestinato ad essere sempre più un fattore nella manovra e per gli equilibri raggiunti tatticamente, il consueto lavoro sporco di Gazzi a fare diga nel cuore del centrocampo, Darmian sempre prezioso nella duplice fase di spinta e copertura, senza perdere di vista il rendimento di chi si sta sempre più ritagliando spazio, come il promettente Benassi, il quale sta dimostrando perchè ai tempi interisti in tanti prevedessero un grande avvenire.

Il Torino è anche la formazione di chi smania di riscatto. Moretti e Bovo sono alcuni dei vari esempi di giocatori a torto ritenuti altrove non più adatti a determinati palcoscenici, invece a suon di prestazioni convincenti hanno fatto ricredere con i fatti i loro detrattori. Discorso simile per Glik, bersaglio di numerose critiche nei primi tempi in granata per qualche intervento rude e svarione di troppo, diventato invece da mesi l’autentico baluardo della retroguardia.

I 28 punti in graduatoria sono in buona parte merito di Giampiero Ventura, uno dei tecnici più sottovalutati in circolazione. La sua preparazione tecnico-tattica non conosce confini, ci troviamo dinanzi ad uno dei pochi allenatori ancora in grado di fare la differenza, portare una formazione ben al di là delle aspettative, farla rendere al 110%, sfruttando il massimo potenziale della rosa a disposizione. Non ci siamo ancora dimenticati il calcio champagne ammirato ai tempi di Pisa e Bari. Anche a Torino ha costruito successi e risultati non soltanto affidandosi allo storico cuore granata e ad un deciso gioco di rottura in fase di non possesso, ma andando sempre alla ricerca del bel gioco, cercando di modellare l’11 in campo in base alle caratteristiche del proprio parco giocatori.

La sua impostazione tattica ha consentito a vari elementi, tra difesa e centrocampo, di andare a segno, ottenendo punti nel periodo più delicato, quando era palese l’assenza di una valida spalla offensiva a Quagliarella, a rischio solitudine. Amauri non ha confermato le aspettative, Martinez promette bene ma ha bisogno di crescere, l’arrivo di Maxi Lopez potrebbe pertanto rivelarsi determinante per consentire al Torino di compiere l’agognato salto di qualità. Soltanto con un tandem offensivo concreto negli ultimi metri e capace di capitalizzare al meglio la manovra, il Torino può ancora una volta divertire, divertirsi e togliersi gradite soddisfazioni.

Diego Anelli Direttore www.sampdorianews.net