Football Cover: Parma, l’incubo continua
30/01/2015 | 15:05:00

Football Cover, la rubrica dedicata ai personaggi, agli episodi, ai momenti del nostro calcio
Dalla meravigliosa e meritata qualificazione in Europa League al termine di una stagione esaltante ad una virtuale retrocessione come fanalino di coda a gennaio. Sono passati poco più di sei mesi, eppure a Parma un’inaspettata e incredibile involuzione rappresenta la cruda realtà.
Risulta assai difficile, ma, al tempo stesso, altrettanto semplice comprendere le concause di un crollo simile. Non entro nel merito delle ragioni che hanno comportato la clamorosa esclusione dall’Europa League, ma da quel momento il giocattolo si è rotto e nessuno è riuscito a porre freno all’inesorabile declino della formazione gialloblu. In estate abbiamo assistito al seguente scenario: passo indietro del Presidente Ghirardi, un mercato estivo vissuto in maniera passiva con la perdita del pezzo pregiato Parolo, peraltro non adeguatamente sostituito, in entrata nessun arrivo degno di nota, fatta eccezione per Lodi sulla carta utilissimo, ma in campo finora deludente.
La situazione si è notevolmente aggravata con l’inarrestabile serie di infortuni e problemi di salute che hanno colpito le colonne portanti dell’11 titolare. Paletta, Cassani sono tornati in gruppo soltanto da poche settimane, Biabiany è ancora ai box dopo aver cullato il sogno milanista nel rocambolesco mercato estivo gialloblu. Un’emergenza costante che ha coinvolto gli interi reparti. Donadoni, spesso costretto a fare a meno anche di Mirante tra i pali e senza un’affidabile prima punta di ruolo dinanzi al negativo rendimento di Belfodil, all’infortunio del promettente Coda e al tardivo rientro di Pozzi, ha dovuto fare di necessità virtù, ricorrendo all’utilizzo di numerosi elementi rientrati dai prestiti nella serie inferiori. Talvolta giovani privi di adeguata esperienza e reduci da stagioni disputate in società amiche, oppure giocatori tradizionalmente prestati in cadetteria come contropartite tecniche.
Come se non bastassero le problematiche di organico e un’infermeria super affollata, il macigno più pesante lo ha rappresentato la critica situazione societaria, che ha causato una situazione di incertezza e allarmismo, fonte di penalizzazione in classifica e sofferenza per l’intero ambiente gialloblu, dalla squadra alla tifoseria. In maniera tardiva è avvenuto il cambio societario, il futuro del Parma dovrebbe essere più roseo e i principali timori ormai soltanto un lontano ricordo, anche se regna tuttora la preoccupazione della tifoseria in merito all’effettiva composizione del nuovo organigramma societario.
Sul mercato invernale la dirigenza ha provato a rimediare ad una situazione calcisticamente drammatica, ultimo posto a gennaio con nove punti, gli arrivi di Nocerino, Varela e Rodriguez sarebbero in grado di dare una grossa mano, la società ha provato ad ingaggiare grossi nomi per il reparto offensivo, da Pazzini a Gilardino, da Osvaldo addirittura a Balotelli, incassando finora una serie di “no”, quando invece avrebbe avuto maggior senso puntare su obiettivi più alla portata. In un contesto simile bisogna soffermarsi anche sulla risoluzione contrattuale con Antonio Cassano, una decisione delicata riguardante il giocatore più rappresentativo e di maggior classe dell’organico e seguente alla richiesta dei vari stipendi arretrati.
Dopo la vittoria casalinga con la Fiorentina e il k.o. esterno con l’Hellas Verona, era elevata l’attesa per le due sfide interne consecutive con Sampdoria e Cesena, nelle quali i gialloblu avevano la possibilità per dare nuovi segnali di ripresa e avvicinarsi al treno salvezza. In campo invece i sostenitori gialloblu hanno dovuto assistere alle ennesime sconfitte, con i blucerchiati gli uomini di Donadoni sono rimasti in campo per 45′, il crollo nello scontro diretto con il Cesena può rappresentare il colpo del definitivo k.o. A questo punto risulta davvero proibitivo mantenere intatta la flebile fiamma della speranza.
Occorrerebbe non soltanto un miracolo sportivo, ma una squadra ancora pronta a crederci e a lottare, oltre ad un mercato di gennaio faraonico, risulta però sinceramente arduo convincere elementi utili ad accettare la causa gialloblu dinanzi ad una posizione di classifica così drammatica. 9 punti a fine gennaio costituiscono un bottino misero da tenere a distanza qualunque tecnico in circolazione, mentre le altre formazioni impegnate per non retrocedere, Cesena a parte, hanno finora mostrato qualità, mentalità e reali chance di salvezza, alle quali si è recentemente aggiunto anche il rigenerato Cagliari di Gianfranco Zola.
Non porre freno agli investimenti nella finestra invernale per tentare l’impresa, oppure iniziare a programmare con anticipo il pronto ritorno nella massima serie? In ogni caso una cosa è certa: la città di Parma, il Parma e i suoi tifosi meritano rispetto e chiarezza. Alla nuova proprietà viene richiesto il massimo e il meglio in termini di trasparenza, serietà e professionalità, una volta ottenuto si potrà pensare al resto, ma soltanto in quel momento. Nel frattempo c’è una maglia e un passato da onorare, un presente da vivere e non destinato alla pura sopravvivenza in vista di un futuro che possa consentire alla piazza gialloblu di rioccupare le posizioni che merita.
Diego Anelli Direttore www.sampdorianews.net