Football Cover: Napoli, il punto più basso per puntare al massimo

17/12/2014 | 16:10:00

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Football Cover: la rubrica dedicata ai personaggi, ai momenti, agli episodi del nostro calcio

 

Higuain, Zapata, Callejon, Mertens, Insigne, Hamsik, nomi da top club internazionale per una formazione in grado di trionfare ovunque, in qualsiasi competizione. Esistono però due imprevisti a rovinare il quadretto. Insigne sarà costretto ad un lungo stop, Hamsik sta faticando a fornire il rendimento precedente all’infortunio dello scorso anno. Inoltre bisogna fare i conti con una constatazione ancora più evidente: abbiamo fatto riferimento a tutti elementi offensivi, concentrati tra attacco e la zona dei centrocampisti più avanzati.

 

Nell’anno e mezzo di gestione Benitez, in particolare nella stagione in corso, sono ormai sotto gli occhi di tutti le lacune difensive e in mediana le carenze in fase di rottura. Sicuramente la prestazione offerta domenica sera a S. Siro contro il Milan può rappresentare il punto più basso in una tranche di gare con soli 3 punti raccolti in 4 gare. Si è visto un Napoli troppo brutto per essere vero, è giusto considerarla una serata no, ma è altrettanto doveroso fare quadrato, imparare dai numerosi errori commessi che purtroppo derivano da molto lontano. Occorre partire dalle fondamenta di diverse sessioni di mercato finalizzate al rafforzamento esclusivo di determinati reparti, mentre il pacchetto arretrato e la zona nevralgica del campo hanno visto arrivare elementi non di primo piano, o comunque finora ben al di sotto delle aspettative.

 

Fatta eccezione per Inler, finora comunque protagonista di una stagione altalenante, i partenopei non possono comunque far affidamento su altri presunti o reali colpi di mercato, giocatori di qualità e carisma sui quali poter contare per alzare l’asticella alla ricerca del definitivo salto di qualità e a cui aggrapparsi nei momenti più delicati della stagione, quando oltre alla qualità traspare la leadership e la personalità di autentici trascinatori, indispensabili all’interno di ogni spogliatoio di chi è abituato a trionfare in Italia, o in Europa.

 

Non ci sono dubbi sul fatto che Rafael Benitez rappresenti un tecnico di elevato livello, tra i più competenti e vincenti che il calcio continentale abbia avuto la fortuna di conoscere negli ultimi decenni. Le sue formazioni, in qualsiasi campionato abbiano militato, hanno sempre ottenuto successi e li hanno raggiunti tramite il bel gioco, facendo innamorare le rispettive tifoserie. Ogni squadra rispecchiava esattamente in campo il suo credo tattico e la concezione calcistica. Il primo anno a Napoli è stato importante, essendo il primo passo in un processo di crescita a medio-lungo termine. Il terzo posto e la conquista della Coppa Italia costituiscono un invidiabile biglietto da visita.

 

Quest’anno però qualcosa non è finora girato nel verso giusto. L’eliminazione ai preliminari di Champions League con l’Atletico Bilbao pesa ancora come un macigno, i spagnoli hanno dimostrato di essere una formazione tosta, ma sicuramente alla portata dei partenopei, capaci di gettare al vento la qualificazione ai gironi con incredibili amnesie a livello difensivo e in fase d’impostazione. Rafael non può ancora essere considerato un portiere di sicuro affidamento, è giovane, ha tutte le qualità e le possibilità per migliorarsi, ma il tempo passa più veloce in certe piazze e quando si compete per determinati traguardi. In difesa nessun elemento costituisce un’autentica sicurezza, Koulibaly non ha ridotto le lacune, tutt’altro, sulle corsie esterne troppo spesso gli avversari sfondano con estrema facilità,  in mezzo l’Albiol del Real è finora un lontano ricordo.

 

Anche a centrocampo si sta facendo una grossa fatica, sia in fase di rottura, che di costruzione del gioco. Lopez e De Guzman devono ancora inserirsi negli schemi tattici e trovare continuità di rendimento, Inler si è un po’ smarrito, Jorginho deve incrementare i propri ritmi di gioco e quel Gargano, al cui ritorno in tanti avevano storto il naso, spesso costituisce l’elemento più dinamico e propositivo. Diverse persone si stanno forse chiedendo se le partenze di Dzemaili e in particolare di Behrami, tassello fondamentale per mantenere gli equilibri e tappare i buchi nel cuore del centrocampo, siano state frettolose, ma ormai non si può più tornare indietro.

 

Il Napoli, per ritornare quanto prima protagonista come il blasone e la forza dell’organico gli chiedono, deve guardare il bicchiere mezzo pieno e imparare dai recenti errori, commessi sia in campo, a livello di concentrazione in primis contro le presunte squadre di livello inferiore, sia in sede di mercato. Si parla ovunque del probabile arrivo di Manolo Gabbiadini, sicuramente un ottimo talento, uno dei principali protagonisti della straordinaria Sampdoria di Sinisa Mihajlovic, un’operazione imbastita su cifre assai convenienti trattandosi di un elemento dal presente di alto livello e dal futuro roseo, ma questo Napoli ha altre priorità.

 

Intendiamoci, un degno sostituto, o comunque un’alternativa all’altezza dell’infortunato Insigne poteva mancare all’organico partenopeo, ma le priorità restavano e rimangono altre. Un paio di rinforzi difensivi e qualcosa di importante nel cuore del centrocampo. Soltanto in questo modo il Napoli di Benitez può davvero mantenere il ruolo di principale candidata al terzo posto, obiettivo minimo stagionale. Le genovesi e la Lazio sono le concorrenti più temibili, senza sottovalutare i ritorni di Fiorentina e Milan, seguite dalla più ritardataria Inter. Ci sarà da divertirsi per il terzo posto.

 

Per alcune delle pretendenti si tratterebbe di un autentico successo, o di un sogno che si tramuta in realtà. In casa Napoli soltanto il punto di partenza dal quale poter ulteriormente migliorare, non interrompendo lo straordinario processo di crescita della gestione De Laurentiis iniziato dai campi della vecchia C1, non bisogna mai dimenticarselo. Il terzo posto resta a soli 2 punti e la Supercoppa Italiana potenzialmente è la svolta della stagione: basta poco per ritornare a crederci.

 

Diego Anelli Direttore www.sampdorianews.net