Football Cover: la mina vagante dipinta di viola

30/09/2015 | 15:45:00

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La rubrica dedicata ai personaggi, ai momenti, agli episodi del nostro calcio

 

Dopo il rotondo successo per 4-1 a San Siro contro l’Inter capolista a punteggio pieno dopo cinque gare, la domanda del giorno, o meglio della settimana sarà la seguente: dove può davvero arrivare questa Fiorentina? La formazione viola non aveva riscontrato un gradimento significativo tra gli addetti ai lavori e i tifosi alla conclusione del mercato estivo; la scelta della guida tecnica sembrava non aver pienamente convinto, alcune situazioni non erano state gestite nel migliore dei modi e sulla carta la rosa appariva indebolita con le partenze dei vari Salah, Savic e Neto.

 

Una delle bellezze del calcio rientra proprio nella capacità di saperti sorprendere e smentirti improvvisamente, in un modo inaspettato, in un momento inatteso. In campionato i viola erano usciti sconfitti soltanto all’Olimpico contro il Torino, avevano collezionato tre vittorie casalinghe in altrettanti impegni contro Milan, Genoa e Bologna ed erano riusciti ad espugnare il campo del Carpi. 12 punti in cinque gare rappresentavano un ottimo bottino, ma il feeling con la piazza non era ancora sbocciato, le critiche verso la proprietà e lo scetticismo nei confronti di Paulo Sousa restavano all’ordine del giorno, con il k.o. interno con il Basilea che non aveva aiutato a chiarire la situazione.

 

La goleada realizzata a San Siro va analizzata in maniera cauta, ma altrettanto realistica. La Fiorentina c’è eccome per competere in ottica piazzamento europeo nonostante il cambio alla guida tecnica e le numerose variazioni nella rosa. Al tempo stesso bisogna però evitare di commettere l’errore di passare da un estremo all’altro, un’abitudine tipica di una piazza calda e appassionata come Firenze. Se l’organico a disposizione di Paulo Sousa non era lontano dalla competitività prima della sfida contro i neroazzurri, oggi non è nemmeno in grado di far compiere voli pindarici ben lontani dalla realtà. È necessario restare con i piedi per terra, ma con la legittima consapevolezza di poter ammirare una squadra ancora affamata di vetrina europea e capace di seguire alla lettera i dettami del proprio tecnico.

 

I clamorosi errori ad inizio gara compiuti da Samir Handanovic hanno messo nettamente in discesa il cammino viola, ponendo i padroni di casa in una situazione assai complicata, diventata ormai irreversibile con il tris ospite e l’espulsione di Miranda. È prematuro formulare giudizi su entrambe le sponde, ma  bisogna evidenziare alcuni dati di fatto: la Fiorentina gioca a memoria, fraseggia a palla a terra con personalità grazie ad individualità di valore e a meccanismi perfettamente oliati sotto la guida di Paulo Sousa, il quale è riuscito in breve tempo a far assimilare al gruppo la propria mentalità. L’11 viola ha evidenziato un’identità tattica ben precisa, chi scende in campo sa perfettamente quale sia il proprio ruolo, sembra di ammirare una macchina tatticamente ineccepibile, guidata da quel tecnico alla ricerca della consacrazione italiana dopo i successi ottenuti con il Basilea.

 

I nuovi si stanno ambientando nel migliore dei modi. Kalinic, realizzando una tripletta, procurandosi il rigore del vantaggio e provocando l’espulsione di Miranda, ha dominato la scena a San Siro e sta contraccambiando a suon di goal e ottime prestazioni la fiducia di tecnico e società. Astori era passato nel giro di un anno da pezzo pregiato ambito dall’intera capitale calcistica allo status di difensore quasi accantonato, seguito esclusivamente dal Napoli tra le formazioni di primo piano. Il difensore centrale invece ha impiegato ben poco ad avvicinarsi ai grandi livelli di rendimento offerti a Cagliari, non facendo assolutamente rimpiangere chi lo ha preceduto. Blaszczykowski non ha soltanto un periodo sfortunato da mettersi definitivamente alle spalle, ma ha talento da vendere e Firenze potrebbe essere la piazza giusta per un pronto rilancio nel calcio che conta.

 

Un mercato rivalutato, ma non solo. Il progetto ruota attorno a Paulo Sousa, è ancora presto per portarlo in trionfo come del resto metterlo sul tavolo degli imputati, ma è giusto evidenziare alcune scelte tecnico-tattiche che stanno facendo la differenza. Sotto la sua guida Marcos  Alonso ha acquisito una superiore consapevolezza nei propri mezzi, offrendo un rendimento con i fiocchi, impreziosito da goal e assist in partite chiave. L’avanzamento di Borja Valero costituisce un’intuizione meritevole di ripetizioni, la quale mette il campione spagnolo nella possibilità di svariare a tutto campo e rendersi decisivo in zona assist, lasciando all’ottimo Badelj le chiavi della regia. Durante la gestione Montella era stato costretto a cercare altrove lo spazio desiderato e  in quel di Empoli era riuscito a lasciare il segno. Non appena tornato a Firenze Matias Vecino si è ritagliato uno spazio importante nell’11 titolare, garantendo quel  mix di qualità e quantità indispensabile per una formazione avente l’obiettivo dei quartieri alti.

 

La continuità in termini di gioco e risultati, il rendimento del valore aggiunto Giuseppe Rossi, il feeling con il goal di Babacar, il prosieguo di stagione dei nuovi acquisti. Sono questi i fattori determinanti nella stagione viola, senza scordare un fondamentale aspetto psicologico. Anche in una serata da ricordare la truppa gigliata ha messo in evidenza l’abitudine a non ammazzare le gare andando subito alla ricerca del colpo da k.o., preferendo un prolungato ma spesso sterile possesso palla. Anche nel recente passato la Fiorentina ha gettato al vento occasioni più uniche che rare, finendo per perdersi in un bicchiere d’acqua proprio per il vizio di guardarsi troppo allo specchio e lasciar spazio a tocchi leziosi preferendoli alla concretezza.

 

Questa squadra ha ancora ampi margini di crescita, il primo posto provvisorio assente dal 1999 costituisce soltanto una tappa in un lungo cammino, l’importante sarà riuscire a non staccare la spina, mantenere alta la concentrazione, soltanto in questo modo gli uomini di Paulo Sousa potranno giocarsela contro chiunque fino alla fine.

 

Diego Anelli Direttore www.sampdorianews.net