Football Cover: La gioventù di classe nella Roma giallorossa
11/02/2015 | 10:15:00

La rubrica dedicata ai personaggi, ai momenti, agli episodi del nostro calcio
Strano il calcio, come del resto la vita. Il pallone e la quotidianità hanno in comune l’imprevedibilità, la capacità di sorprendere quando meno te l’aspetti, darti un’inattesa ragione per ritrovare la felicità quando tutto sembra procedere nella direzione opposta, oppure farti ripiombare con i piedi per terra quando ti trovi ad un passo dal toccare il cielo con un dito.
E’ proprio quanto è successo alla Roma. Giustamente considerata la principale candidata ad interrompere la striscia consecutiva di scudetti juventini, ha perso le sue sicurezze da quel clamoroso 7-1 all’Olimpico con il Bayern Monaco, da quella sera la formazione giallorossa non è stata più la stessa, le vittorie non sono certo mancate, ma non abbiamo più ammirato la continuità di rendimento e l’eccelsa qualità del gioco targato Garcia. Oltre alla fondamentale componente psicologica, il tecnico francese ha dovuto fare i conti con un’impressionante serie di problemi muscolari che hanno letteralmente falcidiato la rosa a disposizione.
In un paio di settimane il distacco dalla Vecchia Signora è salito a 7 punti, un gap notevole, non facile da recuperare, in considerazione del ritmo tenuto dai bianconeri e delle perenni difficoltà riscontrate dai giallorossi, reduci peraltro dalla pesante eliminazione dalla Coppa Italia ad opera della Fiorentina. Dopo la Champions League ecco svanire un altro dichiarato obiettivo stagionale. A questo punto resta un campionato da onorare al meglio, tenere accesa la fiammella della speranza in ottica scudetto e in primis tenere a debita distanza il rigenerato Napoli targato Benitez. L’Europa League rappresenta un’alternativa di spessore per ritrovare autostima, consapevolezza nei propri mezzi e vedere incrementare il proprio blasone a livello internazionale.
Castan, Strootman, De Rossi, Iturbe, Gervinho, il nuovo acquisto Ibarbo soltanto per citare alcuni degli illustri assenti, Totti costretto a scendere in campo nonostante un attacco influenzale. Un organico ridotto all’osso, ma, proprio quando sembra impossibile mettere freno ad una discesa all’apparenza inesorabile, quando ci si sente impotenti dinanzi alle difficoltà, quando la mala sorte sembra trasformarsi in un avversario insuperabile, ecco che improvvisamente si rivede la luce e l’uscita dal tunnel si avvicina a colpo d’occhio, potrebbe trovarsi dietro l’angolo. Oltre all’orgoglio, alla voglia di non mollare mai di un organico di elevata qualità, di un gruppo unito, coeso, composto da veterani e autentiche promesse, il segnale più lampante del pronto riscatto arriva dai meno attesi, dai meno chiacchierati, dai talenti del presente, dai potenziali campioni del futuro.
Con il passare degli anni la Roma ha dimostrato di essere tra i pochi club italiani ancora attenti alla valorizzazione del settore giovanile, i casi Florenzi e Romagnoli costituiscono alcuni esempi del profondo lavoro svolto dagli allenatori del vivaio, da una fitta rete di osservatori sparsi tra i campetti nostrani di periferia e i mercati più disparati in giro per il mondo. Daniele Verde merita gran parte della copertina, se i giallorossi hanno realizzato il vitale blitz a Cagliari, devono dire innanzitutto grazie ad un talento purissimo classe ’96, nel giro della prima squadra dallo scorso autunno, l’autentico mvp dell’incontro con tre chance per realizzare il primo goal nella massima serie, due assist che hanno consentito ai compagni di gonfiare la rete. Ancora una volta Bruno Conti raccoglie i frutti del lavoro svolto nel corso degli anni con professionalità, attenzione e passione, portando nel grande calcio l’ennesimo potenziale top player, a coronamento di un’intensa rete di osservatori che bruciò sul tempo l’eterna rivale Juventus, dando credito alla segnalazione di un fidato collaboratore presente in Campania.
Nel colpo d’orgoglio giallorosso però c’è anche lo zampino di un numero uno a livello dirigenziale che porta il nome di Walter Sabatini. Leandro Paredes ha avuto il merito di chiudere la pratica Cagliari con una conclusione al bacio, il perfetto mix di precisione, potenza, tecnica, talento, spensieratezza. Il passaggio dal campionato argentino a quello italiano non è stato dei più semplici, il periodo di rodaggio al Chievo si è rivelato utile per ambientarsi con tranquillità ad una realtà per certi aspetti molto differente rispetto al paese di provenienza. Garcia ha centellinato il suo utilizzo tra campionato e Coppa Italia, consentendogli una crescita lenta, ma costante nel processo di adattamento alla serie A. Ci troviamo dinanzi ad un tecnico moderno, preparato, avente ben presente la cultura del calcio europeo, ben lontana ahimè dalla mentalità italiana che porta gli allenatori a mandare i giovani talenti a farsi le ossa nelle serie inferiori, piuttosto che dimostrare fiducia con i fatti ai potenziali campioncini presenti in rosa. All’estero puntano sui giovani, su di loro investono e attendono con pazienza la loro esplosione. Da noi ogni tanto qualche giovane emerge, approfittando spesso e volentieri dell’emergenza e di scelte “obbligate”.
Garcia ha lanciato Verde e Paredes, premiando il lavoro svolto dalla società a livello di settore giovanile e scouting e in campo le aspettative non sono state tradite. Antonio Sanabria e Salih Ucan potrebbero costituire le ennesime sorprese, le nuove frecce a disposizione dell’arco giallorosso. Su di loro la Roma può contare, con loro i giallorossi possono guardare al futuro con maggiore ottimismo, a condizione che il resto della rosa, una volta rientrato a disposizione, possa recuperare il terreno perduto. La stagione non è ancora del tutto compromessa, determinati obiettivi sono ancora raggiungibili, bisogna tornare a giocare da grande squadra, soltanto così si può tornare ad alzare l’asticella e non porsi limiti ai sogni da tramutare in realtà.
Diego Anelli Direttore www.sampdorianews.net